giovedì 10 gennaio 2013
E' ora di cambiare di nuovo il calendario, appaiarli sul tavolo e ricopiare in ordine compleanni, cifre e scadenze. Sostituire la vita passata con le caselle future ancora bianche, intonse. Alcune si aggiungeranno, altre verranno cancellate per strada.
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mercoledì 28 novembre 2012
sabato 24 novembre 2012
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martedì 20 novembre 2012
Dostoevskij - I fratelli Karamazov
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lunedì 5 novembre 2012
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martedì 23 ottobre 2012
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martedì 9 ottobre 2012
lunedì 17 settembre 2012
Non dormo da te perché ti sveglieresti con la gola in fiamme, e dato che venerdì avete un concerto mi sentirei Yoko Ono.
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lunedì 21 novembre 2011
domenica 20 novembre 2011
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martedì 15 novembre 2011
mercoledì 9 novembre 2011
venerdì 28 ottobre 2011
giovedì 28 aprile 2011
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giovedì 14 aprile 2011
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lunedì 4 aprile 2011
Ho bisogno di mescolare l'alto con il basso e di avere tanti aspetti, nella mia esistenza, per non sentirmi soffocare perché sono sempre alla ricerca, ho questo continuo bisogno di qualcosa di più alto, di più puro, cerco maestri, verità, bellezza, ascolto musica per tutto il tempo che posso, credo fermamente che Vivaldi guarisca dalla febbre e che se mi fa male il ginocchio quando sto per andare a pattinare sia necessario metterlo alla prova correndo per 260 scalini, so meditare per ore davanti alla risacca, attaccare bottone con un vecchio cisposo all'osteria. Mi piacciono le tute e mi piacciono i tacchi alti, piango ascoltando la Madama Butterfly e mi affeziono ai telefilm che rimettono le cose a posto alla fine della puntata. Ho sempre freddo, leggo per primi i libri migliori perché non credo di avere abbastanza tempo per gli altri (cfr, circa, Thoreau); la sera talvolta non riesco a prendere sonno e a volte crollo sotto una miriade di pensieri felici, metà falsi, metà veri.
Vorrei vivere libera come Courbet, sono convinta che il sole faccia un rumore croccante e che il pane e le bistecche mi sorridano. Avrei voluto far parte dei Cavalieri della Tavola Rotonda per quella lealtà totale e senza macchia, ma ad un certo punto mi sarei stancata di sicuro di non poter ridere di gusto. Diceva Elena che alla fine ci sarebbero stati sulle palle pure i tibetani.
Sometimes it's hard to tell the wishing from the well
Where you threw the penny and where it fell
The Wallflowers - Bleeders
E così ti ritrovi con un caro amico dopo anni, e siccome lui nel frattempo si è trasferito a Beverly Hills, si è scoperto gay ed ha il conto in comune con un simpatico fidanzato mentre tu arrivi di corsa e scarmigliata come al solito e vieni abbordata dal pazzo del momento (convinto che lavori in tv e gli stia mentendo), alla fine arriva la fatidica frase "sei sempre uguale!"
Darmi dell'uguale di solito ha a che fare con "giovane", che è qualcosa che io non sono stata mai, in una vita in balìa dell'incasinata alternanza fra bambina e vecchia senza mai passare per il pit-stop della maturità.
La morte della tua migliore amica a 24 anni, capire che gli uomini forti sono un concetto convenzionale e che forse l'isterismo che hai sempre imputato alle donne viene dal rendersi conto che alla fine della fiera tocca a loro sobbarcarsi due scatole di responsabilità, sono cose che ti invecchiano. Chiudere la storia più importante della tua esistenza ed imparare con una fatica sovrumana (ma la religione non c'entra un benemerito con gli sforzi strabilianti di noi teneri mortali - semmai hanno a che fare con la natura e con le bestie) a perdonare, è una cosa che ti libera e ti invecchia. Avrò pure ingarbugliato la laurea ritardandola, ma quanti ce ne sono di questi illuminati dallo Stato che in una vita non si fanno bastare il tempo per imparare a farlo?
E' che con gli scatafasci delle persone, rispetto a una volta, sono più indulgente. Sarà il riscoprirsi fallibili, sarà che quando incontri il dolore e quello a cui diventi disposta pur di lasciartelo alle spalle finiscono per farti tenerezza le persone con il loro arrancare, tutte, siamo tutti lì ad arrancare come meglio possiamo, tutti zoppi in qualche modo, da qualche lato, e prima ce ne accorgiamo meglio viviamo senza la necessità infantile di prendercela con chi inciampa lì davanti. Questo, a rovescia, mi permette di essere molto meno disposta a lasciarmi trascinare da cose che non mi convincono del tutto rispetto ad un tempo; si cambia ed è inutile voler stare assieme nello stesso modo di cinque, dieci anni fa, senza sapere, senza progetti o giustificazioni come se non potessimo ferire nessuno con la verità. Certo che mi manca quel sentire, quel trotterellare senza un giorno dopo: è che non fa più parte di me.
Non ho più la mia spensieratezza, e un po' mi manca ma è lì che impari la leggerezza. Goderti ogni singolo momento: Simone che legge una frase da un libro segreto, che corre sotto la pioggia, la tisana piccante di Ramune, le risate di scorta, gli alibi per la Salvietta, uno spritz imprato, la luna gigante che arriva davanti alla mia finestra e mi viene a svegliare. Ascoltare da sola in treno Got my mind set on you mettendomi a ballare e facendomi scoprire dal mio amore dei tredici anni. Prendere sei treni in due giorni, fare pic nic al posto dei pranzi e cercare le pozze di sole come un gatto. Accompagnare L a provare il vestito e sentirmi chiamare la sposa. Ascoltare Uto Ughi tutta la notte. Saltare in braccio agli amici senza preoccuparmi di cadere (la differenza è che prima non sapevo di poter cadere, adesso sì e non mi importa).
Continuare ad amare verande e terrazzi. Rispondere per la quarta volta "bene" all'exex che chiede "come stai" e sentire che è vero perché forse non ora, non subito - ma invece sì, diamine!
martedì 15 marzo 2011
Di solito non supero gli anziani che camminano piano, per non ricordarglielo.
0 commenti Pubblicato da sand alle 17:06
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"Here she comes, you better watch your step"
The Velvet Underground
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