amo le rughe, la rabbia, le ninnenanne, la carta, appiccicare cose alle pareti, avere le dita sporche d'inchiostro, il pane, l'acqua, camminare scalza, i lucernari, le vecchie corde della mia chitarra, le biblioteche, leggere tra le righe, i treni,le altalene, perdermi, i bastoni della pioggia, le bacchette magiche, i pistacchi, i pacchetti, i regali, il mojito, fare l'amore, la polvere innamorata negli occhi.

mercoledì 9 novembre 2011

Che fino ad una certa età si preferisca John è normale. John è l'alternativo, è peace&love, il furgoncino a fiori della Wolswagen. E' il personaggio morto presto che vestiva di bianco e stava con una che riesce a farsi pagare dal Guggenheim per esporre l'albero dei desideri. 
Non altrettanto normale è, a mio avviso, che crescendo uno non si ponga delle domande al riguardo; che non spulci per scoprire chi ha effettivamente scritto cosa, rendendosi conto che, forse, il talento musicale di Paul era più raffinato e per nulla meno alternativo, sotto certi aspetti, di quello di John. E' facile farsi belli con John, ma è adolescenziale. E' come quando si snobbano i Beatles perché si pensa a gente abbottonata coi capelli a scodella senza sapere che, per esempio, hanno scritto la prima canzone hard rock della storia. Del resto bisogna invecchiare un altro po' per amare George, povero George, che veniva sempre messo in ombra dagli altri due ma era un musicista ed un autore coi controcoglioni. 
Certo che quest'anno compirò di nuovo ventisei anni, e certo che insulto tutti i ragazzini che provano a darmi del lei. Però. Perché la gente non evolve? Perché ho degli amici che rimangono fermi sulle loro posizioni adolescenziali di dieci anni fa? Come fai ad avere trent'anni e rimanere fermo ai venti, come fai, diamine?
Non dico che non ci possano essere delle costanti. Beati coloro che sanno vivere nellle costanti, perché loro è il regno dei cieli. Però, cazzo, i tuoi valori dovranno pur evolvere.

Rimanendo sulle tematiche profonde, volevo dire che è vero che non capisci il valore delle cose finché non ti mancano. A me è capitato con la doccia. 
Che detta così così suona molto male, ma volevo rassicurare il mondo che continuo a fare la doccia ogni giorno. Solo che da quando il barbagato mi ha aggiustato la caviglia (oggi, in realtà, non si direbbe. ahi. ahi. ahi.) e vado a correre e fare palestra ogni giorno per recuperare gli sfoghi perduti, succede sempre che faccio la doccia in palestra e lavo i capelli a casa. E un po' perché il grado di follia mi porta ad andarci anche nel week end, un po' perché l'abitudine mi porta a lavarli separatamente anche nel caso in cui io rimanga al n.15, va a finire che è così tutti i giorni.
Ma non ieri.
Ah, non ieri.
Voi, comuni mortali, non potete capire. Il significato di tornare a fare la doccia tutta intera, ficcando la testa sott'acqua con la libertà di una che si butta sotto le cascate del Niagara per avere un'epifania esistenziale, con la gioia di quando andavo a correre allo stadio (maledetto uomo che corre tantissimo, sia lì che in palestra è sempre colpa tua!) e passavo sotto il getto enorme con cui lo annaffiavano, contenta come un pulcino che impara a volare, e lo fa ad occhi chiusi, ed apre le ali e.. e.. e..
Oggi è tornato il sole ed io ho perso i miei sunglasses. Maledizione.

mercoledì 2 novembre 2011

Ho sempre preferito gli X-Men ai Vendicatori, per il semplice fatto che erano persone con super poteri anziché supereoi, e dovevano quindi combattere con tutte le difficoltà del caso ed i lati, anche oscuri, della loro personalità, uscendone come personaggi a tutto tondo più che carta colorata. E' lo stesso motivo per cui vedo quest'azienda di giardinaggio che forse è di un mio ex compagno delle elementari, di quelli che ti chiedono se ti metti con loro e tu rifiuti sdegnata perché sei la prima della classe e lui l'ultimo ed è così che vanno le cose, e non lo vedo dalla quinta elementare ma in un certo senso gli voglio bene più che agli altri, perché è stato messo alla prova fin da subito. Perciò non so se l'azienda sia sua o se si tratti di omonimia, e non ho nemmeno fatto un tentativo reale di scoprirlo, perché mi piace molto l'idea di questo bambino che sembrava non avere speranze ed invece doveva solo trovare la sua via.

Il discorso mi è uscito un po' più sconclusionato di quello che avevo in mente, per il fatto che -davvero- non reggo più l'alcol come una volta e devo smetterla di brindare a più riprese per giorni di seguito, che poi finisco a litigare col solito tir rosso la mattina andando al lavoro.
O alla Nardini ad attaccare bottone col barista perché il barbagato vuole il suo grembiule come costume di Halloween e così quando glielo chiedo il barista mi fissa mellifluo e mi risponde che "Bisogna accordarci per uno scambio equo...". O a trovare il bancomat più basso del mondo. O a scoprire in cielo che "sì, quella è senza dubbio la costellazione del sagittario: non vedi come ne ha l'aspetto?". O a fare tornei di calciobalilla col Mariachi ed illustri sconosciuti con i riflessi resi indegni da ripetuti prosecchi millesimati (nonostante ciò, è bastata la risatina di uno dei ragazzi in stile "sei una donna, cosa volevi saper fare?" per attivare il barattolo di spinaci che è in me e portarmi a stracciarli per due volte di seguito). O a salutare Tomicio con la classica scenetta del io vado verso destra, tu vai verso destra e così ci baciamo sulla bocca.

T: Occhio che adesso limoniamo per sbaglio.
N: Tomicio, mi hai vista struccata, con gli occhiali, in mutande. Probabilmente anche a sboccare da qualche parte. Penso di aver perso ogni potere su di te anni fa ormai.

venerdì 28 ottobre 2011


Piove piove, e i pic nic si fanno al chiuso con le foto del Mulino Bianco sopra il tavolo. Meanwhile, all'e.r. di Citta - ove in pochi mi conoscono e venivo quindi ancora considerata una persona seria - la mia collana ha pensato bene di esplodere di colpo, proprio lì, al centro del mondo, sparpagliando perline e perlone in ogni anfratto mentre solerti impiegati e primari mi aiutavano a scovarle sotto le sedie, dietro le porte, fra i passeggini, rischiando la loro incolumità per ficcarle dentro al mio sacchetto.
(comunque la Salvietta dice che anziché su questo dovrei fare un post sulle dita fredde, altresì dette il tocco della morte, perciò)

Fra che alle undici di sera mi pone domande esistenziali sulla nostra amicizia si inserisce perfettamente nel concetto di tempismo che tanto mi accompagna, di cui Marm è il campione assoluto ma che ora vede un discreto gruppo di amatori, dopo le crisi di gelosia/sassate esistenziali di Moroso, giovin C., Braghy ecc appena ho ricominciato a sentirmi contenta - nonostante i casini che esondano e mi travolgono, e quando perciò ho davvero, davvero bisogno di potermi sentire contenta.
Perciò, uhm, li conosco? Sono cambiati? Non ho capito nulla? Perché devo arrivare svolazzando in un posto in cui la S. mi corre incontro e mi dice "Svelta, nascondi quella faccia felice altrimenti Moroso la vede"? Mi ricordano il Babu che per aiutarmi quando ero entrata in crisi col Tomtom si offendeva quando non gli raccontavo ogni cosa - è un mondo di primedonne, e si svegliano tutte troppo tardi la mattina.

Non so cosa stiano mangiando tutti, o se sia colpa mia. Non so perché gli uomini arrivino sempre un minuto dopo la parola tardi.
So, per il momento, che trascorrere una pausa pranzo con una persona che ti fa ridere dall'inizio alla fine acquista a questo punto un valore immenso.

lunedì 17 ottobre 2011

VENERDI'
Bassi: problemi al lavoro. potenzialmente grossi problemi al lavoro, comunque è lavoro ed il lavoro è potenzialmente noioso, perciò tralascio.
Alti: devo andare a pagare il mio futuro marito; ergo, metto la mia adorabile giacca rossa, soprattutto perché rossa, e i tacchi alti, e lo raggiungo con la determinazione di "o la va o la spacca".
Bassi: la spacca; il mio futuro marito corre ad abbracciarmi per salutarmi, poi un vecchietto lo chiama perché tocca a lui ed io rimango con il segretario; io tento di guadagnare tempo parlando di alcol con il segretario, lui tenta di tornare fuori un momento dallo studio, ma il malefico vecchietto lo richiama; il mio ventennale amore per i vecchietti si esaurisce oggi. Amen.
Alti: vedo di prenderla con filosofia, con annunci ammosciati alla Sara e alla Salvietta; mi dico che era un segno del destino, che mi spinge a concentrarmi sul lavoro e che in fondo non avevo tutta questa disponibilità ad impegnarmi in qualcosa con una persona ricominciando da zero, cosa molto molto vera, ed è quindi molto meglio così.
Bassi: il gC, al telefono, suona soddisfatto degli sviluppi; i miei simpatici amici, anziché consolarmi, suonano soddisfatti degli sviluppi; Moroso se la ride assai; fra le altre cose, il fantasma della possessività-verso-N.-che-è-piccola-e-bionda-e-nostra torna a mostrarsi con mio grande scorno in vari ambienti.
Alti: mentre mi preparo per la cena palestrante mi accorgo che mi è arrivato un sms da circa un'ora ed ebbene, il mio futuro marito, travestitosi da ninja per l'occasione, ha sgraffignato il mio numero dall'archivio per scusarsi di non essersi fermato con me e per dirmi che stavo bene con la giacca (rossa!); comincio a sbandierare.
Bassi: i miei simpatici amici non sono più soddisfatti; la cena, per quanto mi impediscano di rispondere ai messaggi del mio futuro marito (ufficialmente perché mi stanno insegnando a tenerlo sulla corda - ufficiosamente per il solito fantasma), è divertente visto che ho davanti Vaniglia lanciatissimo su discorsi di vibratori e di anima e poesia, e la gentile consorte che è ancora più sfacciatamente bella di come mi era sembrata, praticamente la faccia di Carla Bruni sul fisico di Cindy Crawford, ed è talmente stupida da far sembrare lui una persona discretamente intelligente - la natura non spreca mai nulla; il gC raggiunge inauditi picchi di bassezza, tentando di seguirmi nella mia macchina per ribadire fisicamente il concetto N.-è-piccola-e-bionda-e-nostra anziché lasciarmi godere in maniera pulita di un momento carino dopo un anno indicibile.
SABATO e DOMENICA
Alti: il resto del week end va bene; sabato il Mariachi impazzisce e offre a me ed agli Stefani svariati giri di spritz, un certo Nicola decide di fare un volo che sfida le leggi della fisica proprio mentre io sono al bagno e non sembra prendere con simpatia la mia accorata richiesta di ripeterlo per lasciarmelo vedere, un tizio alto due metri e mezzo ed ubriaco sgomita sulla mia nuca ed io ho bisogno che mi facciano notare le sue qualità fisiche due o tre volte per capire con tristezza che non posso lanciarmi in un corpo a corpo contro di lui con il mio coraggio sguainato, ma in compenso il dj di quel posto sconosciuto mette musica fighissima, dagli Alice in Chains a Johnny Cash passando per gli Smiths, e per questo avrà la mia riconoscenza eterna. La domenica si va a far volare aquiloni con Fra e Ric, o meglio l'aquilone più piccolo del mondo, Paul detto Percival (ma anche Gad, di tanto in tanto) e ad ordinare caffé, prosecchi e té caldi in più posti possibili, abbracciandoci da seduti perché, testuale "se mi abbracci in piedi, piccola come sei, sembra che tu mi stia facendo un'altra cosa".
Bassi: Alla fine della bella giornata, lunga chiacchierata con Ric al freddo davanti a casa mia, conclusa dal suo: "A me quel ragazzo fa un po' pena; ha conosciuto questa ragazza carina ed intelligente, ma da cui non avrà mai nulla; con tutti i filtri che ti sei messa il punto non è quello che hai da dare ma quello che vuoi dare, e secondo me più di tanto tu adesso non vuoi", e distraendomi con le sue teorie sulla mia terribile personalità finisce per lasciarmi i suoi occhiali, che dovrò restituirgli possibilmente prima di raggiungerlo a Bucarest ove si consumerà l'epilogo sessuale della sua scommessa con Fra.
LUNEDI'
Alti: iniziamo bene la mattinata, con il futuro marito che mi manda un sms che mi fa ridere per due ore ininterrottamente; ne segue un impanicatissimo sms alla Salvietta "Giuro che secondo me è cancro..!" [vedi teorie mie e della Salvietta sugli uomini cancro ed in particolare sugli uomini cancro con donne sagittario, causa specifiche esperienze di vita - la mia con il Tomtom, la sua con l'attuale compagno] All'inoltro del messaggio per esplicare il concetto, la Salvietta risponde con un costernato "...Ok, è cancro." che prosegue con la seguente, peculiare conversazione.
N: "Ecco sì, è tutta la mattina che rido per questa cosa. Adesso però cosa faccio? Scappo finché sono in tempo? Gli rispondo 'No, ma tu non sarai mica cancro'?"
S:
"Digli che è una cosa che riguarda la tua religione."

N:
"Perfetto! Così iniziamo da solide basi: io che dico oddio è cancro, lui che dice oddio è pazza."


Ovviamente non si può resistere al richiamo della Teoria, perciò gliel'ho chiesto davvero. E a quanto pare siamo salvi. Stai a vedere che mi tocca darmi alla pallavolo: se non fosse ancora vivo e vegeto, il mio prof. delle superiori si starebbe sbellicando nella tomba.

mercoledì 12 ottobre 2011

Un ragionevole dubbio

Questa notte ho avuto un bel po' di tempo per pensare - ed ora, sì, certo, immaginate pure una notte oscura, funestata da gravi eventi che mi impedivano di rilassarmi e dormire durante una paurosa procella! La verità è che Ombretta ha rafforzato le sue tecniche di mimetismo da divano e ieri, dopo averci lasciati andare a letto dimentichi della sua presenza in casa, dopo aver atteso che tutte le luci fossero spente e tutti i respiri regolari, si è infilata in camera mia trovando asilo sul mio letto, per la precisione sopra i miei piedi, dove è rimasta per tutta la notte. Come ben sa solo chi è posseduto da un gatto, e chi ogni tanto prova a dormire con il suddetto gatto, ad un certo punto della notte, non si sa come ma sei tu a dormire nel letto del gatto, che ti lascia magnanimo occupare parte dell'orlo, se non lo disturbi troppo.
Quindi ho riflettuto, e ora, i casi sono due: o mi è preso il panico da abbandono di collare (quando dopo un incidente ed un ragionevole periodo con collare devi toglierlo e ti sembra che il collo non possa più reggersi da solo) o il mio piede mi cerca marito, perché mi fa male di nuovo.
Credo che mi stia incoraggiando per via di quel drammatico "vediamoci fra un paio di mesi per il ginocchio" che mi ha improvvisamente gettato nello sconforto, proprio ora che io ed il mio futuro marito eravamo al livello di "ti racconto della mia famiglia" e "conosco tutte le tue costole". E' un piede affezionato e gentile, che sto cercando di far rompere da qualche mio amico ma nessuno è abbastanza collaborativo da volerlo prendere a calci; in generale, comunque, il mio futuro marito ha causato una ribellione di massa - in parte perché era il mio argomento principale di conversazione ed in parte per il solito fatto che ad un certo punto le persone si sentono in diritto di considerarmi di loro proprietà (che è il motivo per cui non racconto più i fatti miei all'e.r. a meno di non essere costretta da qualcuno che mi minacci con un ambu in mano, ed è il motivo per cui il fisio, se dovesse mai entrare in palestra, rischierebbe il linciaggio così, senza che l'abbiano mai visto, solo per aver osato esistere).
In parte credo che il mio anno di letargo mi abbia tenuta all'oscuro da alcune dinamiche che si stanno sviluppando e di cui ho intravisto or ora la cresta senza averne mai avuto sentore prima, ma conoscendomi sono sicura che starò già facendo alcuni simpatici danni!

martedì 27 settembre 2011

In questo giorni mi sento più tranquilla, dato che la mia vita è tornata a percorrere i suoi soliti binari di PAZZIA.
Credevo fosse un po' geniale proporre di lavorare al pc sotto al gazebo esattamente tre minuti prima di uno dei più grandi nubifragi della storia (esistono delle foto, non ancora bruciate, di tre disperati sotto un inutile gazebo che con due ombrelli incrociati provano a proteggere il prezioso apparecchio tecnologico anziché sé stessi), o mettersi a coreografare Lambiel in mezzo alla gente perché alla radio c'è BMTL, o convincere Fra che va in televisione a cantare O CANADA in un colpo di tosse - e invece.

Cè da dire, però, che nella forza centrifuga di questi giorni sono stati risucchiati un sacco di mariti.
Innanzitutto l'uomo che corre tantissimo, che aveva tutta la mia stima perché correva tantissimo - nonché i resti del mio tendine d'achille, dopo che ho provato a tenergli dietro alla pista di atletica - e che non è affatto un supersportivo dall'esistenza irreprensibile con una fidanzata dagli occhiali bianchi.
Poi c'è l'istruttore di squash che devo aver conquistato quando, alla festa della palestra, tentando di sfuggire alla foto di gruppo sono finita lì nei bassifondi dove ha tentato di ipnotizzarmi per farmi giocare e dove ad un certo punto mi sono - realmente - messa a raccontargli di quel personaggio di Jenny la Tennista che giocava a squash. Se non altro conosce Stendhal, il che dopo che tutti mi avevano chiesto come facessi a leggere un saggio sulla costruzione della Certosa di Parma, finisce per darti un certo dignitoso punteggio.
Per confutare la tizia che, incontrandomi al lavoro, mi ha dichiarato: "Ah sei tu Novella? Al telefono ti credevo una cicciona 50enne!" ho infine inseguito il bambino 4enne che passava barcollando con un flute in mano e l'aria di chi sta per gridare "governo ladro!" da un momento all'altro (c'era anche la componente "mi è rimasta incastrata sul cuore una fetta d'ananas ed ho bisogno di bere", ma non più di tanto), piombando poi tra fidanzati peruviani che restaurano mulini, cantanti (maschi) che ci danno le spalle per guardarsi allo specchio mentre cantano, cantanti (femmine) che spariscono con l'ospite VIP Mauro Marin (a proposito, si è iscritto lì, che il cielo abbia pietà di noi), Daniel che mi propone il suo pranoterapeuta dal Signore degli Anelli, che ti guarisce con la sola imposizione delle mani ma non accetta tutti, in base all'aura ed alla gelosia della moglie, perfetti sconosciuti che, a 2 cm da me, giurano di sapere che Moroso ed io stiamo effettivamente insieme (occhio che se Moroso vi sembra grosso, non avete ancora visto Lorenzo, la sua cimice da guardia), la Roccia che vedendomi non in borghese esclama che se non fosse stato per le tette non mi avrebbe riconosciuta
(d'improvviso mi ricordo perché io abbia sempre evitato quella festa)
Oggi, poi, sono stata completamente conquistata dal giovine fisioterapista belloccio, dopo che mi ha circuita con argomenti suadenti come "Accidenti Novella, senti che bacino teso! Alle donne è facile che tiri, agli uomini invece tira qualcos'altro - ODDIO com'è suonato male non intendevo questo mi rimangio tutto quello che ho detto!!!"
Per questo motivo (ed anche perché toccandomi la rotula mi ha chiesto se avessi mal di denti e un ciclo doloroso, ma soprattutto per questo) (e anche perché la sua collega si chiama N. Gatto, che è il nome che voglio nella mia prossima vita, ma soprattutto per questo) (nonostante mi obblighi a portare solo scarpe con il tacco e mi abbia minacciato di una terza età priva di rotule), credo che sceglierò lui.
Se non altro è l'unico che, anziché provocarmi quantità di nuovi traumi, me li aggiusta. Me lo diceva la mia santa mamma da piccola, "tu dovrai sposare un fisioterapista" - e prima ancora di sapere che l'alternativa era un pattinatore gay!

mercoledì 14 settembre 2011

La scena è stata degna di 4 matrimoni e un funerale (il mio, e non per i vari ginocchio dolorante - tendinite all'achilleo - congiuntivite all'occhio sinistro - botta in testa che hanno simpaticamente popolato gli ultimi giorni).
(Anche il matrimonio c'era, uno solo ma valeva per quattro)
(Comunque speriamo di sopravvivere fino al 1 ottobre)
Un'uscita casuale con alcune persone di quel luogo di tortura in cui vado a fare palestra. I soliti ignoti, fra cui Moroso. Manca, stavolta, un nostro amico che frequenta con noi la palestra (ed essendo quello un luogo di tortura, non ha detto a nessuno di essere gay se non a me e a Moroso) e che per comodità chiameremo Pino.
Si chiacchiera. Si delira. Si sprofonda con i tacchi a spillo nell'erba di un giardino. Si incontra ripetutamente la ex stronza di Moroso che ci uccide tutti con lo sguardo. Non potendo mangiare, si beve - poco, che fa caldo. Qualcuna tenta di sfilarsi i pantaloni.
Insomma, un normale lunedì sera.
Poi, l'epopea.
Il dialogo, chissà perché, finisce su quel-tizio-serissimo-che-viene-in-palestra-ed-è-in-realtà-uno-spogliarellista-gay-sadomaso. Io, chissà perché, decido di raccontare un episodio divertente che comincia così:
"Anch'io una volta ero ad un concerto e c'era anche questo mio amico, che è gay..."
Garrulo, allegro e soddisfatto Moroso, che si è appena ripreso dell'incontro sgradito, salta sulla sedia per l'improvvisa coincidenza e con aria briosa e innocente mi interrompe:
"Ah sì, mi ricordo! L'aveva raccontato anche a me, PINO!!!"

Un momento di silenzio per la mia scampata morte quando mi sono strozzata con lo spritz per circa venti minuti, ma la sua faccia nel momento in cui si è reso conto della stronzata che aveva detto è ora nella top 11 dei momenti impagabili della mia esistenza. Amen.

lunedì 13 giugno 2011


Ci sono persone che, con me, devono farsi problemi, stare attente a non esagerare. Il giovin C, per esempio, è una di queste. Simone non lo è, eppure ci pensa. Non sono molte le persone disposte a mettersi nei panni degli altri prima di partire lancia in resta: e mai atto fu più dannoso che appiccicarmisi addosso e dirmi "tu dovresti". Non è mica egoismo. Ricordo ancora parola per parola i commenti di mia madre che mi spiegava il suo punto di vista sul perché, secondo lei, Plushenko avesse vinto le Olimpiadi di Torino nel 2006: li tengo a mente per quando parlo con le persone che non conoscono il pattinaggio (Lambiel), e non solo quando c'è di mezzo il pattinaggio (Lambiel), ma anche quando le persone non conoscono e basta: non si può essere troppo severi con chi non conosce. Cerco di non convincermi di aver inquadrato qualcuno, perché c'è sempre qualcuno convinto di aver inquadrato me e poi, quando faccio qualcosa che non si aspetta, se la prende con me per non aver corrisposto all'immagine.
Perciò, davvero, non è mica egoismo. Altrimenti perché le persone tornerebbero quando hanno bisogno di me? Non si tratta di "nel momento del bisogno" in senso opportunistico, è più una cosa emotiva, perché se sanno dove sono, sanno che possono trovarmi sempre - il che appare come un grosso controsenso, pronta come sono a scalciare e fuggire lontano. Ma è pur vero che se fra un anno o dieci avrai bisogno di me, anche se mi ero staccata per un litigio o perché hai preteso cose che non avevi il diritto di pretendere, mi troverai.
Non nel 100% dei casi, certo: una delusione troppo grossa, o un matrimonio del fratello da organizzare. Però quasi. Ex amici, ex fidanzati - il fatto è che sono indipendente da loro, sono fondamentalmente molto (troppo?) indipendente dalle persone, e non avendo bisogno di loro posso starci per il semplice piacere di starci, oppure perché sono diventata più indulgente: mi ha fatto tenerezza, sabato, il mariachi. Mi ricordava Marta, con cui ci eravamo allontanate per un periodo ma poi, quando è stata male, ero io la persona che voleva al suo fianco. E' da me che è venuta con tutto il suo pudore che le impediva di spiegarmelo a voce.
Certo, il rapporto che ho avuto con Marta non è paragonabile a nulla di recente (o forse a nulla soltanto), ma sabato notte, poi, ho sognato Lambiel, che farà ridere ma aveva la camicia bianca e azzurra a righe che metteva in quegli anni lì, di Marta e di allegra innocenza.

domenica 29 maggio 2011

Lo sapevo. Io lo sapevo. Quando dico che non va bene restare a letto la mattina, che è una cosa da animi giovini, lo dico per un motivo. Lo stesso per cui, in presenza di estranei, è meglio tenere chiuso il terzo cassetto (quello di Narnia): succedono cose strane.
E infatti per aver dormito dieci ore sono andata a Molvena senza perdermi, ho dato un passaggio sull'Uvetta (già questi due elementi fanno capire come la fine del mondo sia assai vicina), ho lasciato che la figura paterna vincesse la disputa musicale nella sua auto godendomi un viaggio in balìa dell'orchestra Casadei, ho bevuto una Tassoni dal pavimento pur di riuscire ad usare quella meravigliosa cannuccia lunga un metro.
Non solo. L'uomo cinico è riuscito a fare un discorso serio sui sentimenti (ma era piena notte e la notte falsa le cose) e ho avuto anche i seguenti dialoghi molto seri:

1.
N e la figura materna
FM: Per fortuna hai una gonna corta, altrimenti vestita così sembreresti una 40enne!
N: Certo, perché tutte le 40enni si vestono di arancio a fiori!!!
[zoom sulla figura materna: maglia arancio, gonna a fiori]
FM: ...
N: ...

2.
N e Fra (prima parte)
F: Alla fine anche Lambiel è una persona come tante..
N: cofff
sì, certo
un po' come Natalie Portman
F: ...
ok, ok
hai ragione. Me la sono meritata
N: cofff
perciò io potrò ripetere questa frase solo dopo aver vinto un oscar, e soprattutto tu la potrai ripetere solo dopo aver vinto le Olimpiadi

3.
N e Fra (seconda parte - il giorno dopo)
F: se sei in zona magari ci facciamo un aperitivo
io un gingerino che sono sotto antibiotici
N: almeno hai anche tu un po' di sfiga!
muahahah
Era cattiva ma il tuo gingerino mi fa sentire meglio.. in senso di fratellanza.
E anche nel senso di "tu sei quello che ha dato a Lambiel della persona come tante"
F: ...

4.
N va al parrucco sotto il nubifragio. Mentre le lavano la testa, sente "Capelli" alla radio
N: Abbiamo anche la musica a tema!
P: Sì, l'abbiamo chiesta noi, perché siamo originali.
N: Beh, se calcoli che quando sono entrata c'era Riders on the storm...
P [spaventatissima]: Cos'è che c'era qui dentro???
N: ...

martedì 24 maggio 2011

Povero uomo cinico

N e Braghy in palestra.

N: Sei in ritardo oggi.
B: Com'è che appena ritardo un poco me lo fate tutti notare, vi manco così tanto se non ci sono?
N: Eccerto, perché tu sei un fondamento di questo posto, ci sei sempre, sei come... UNA MACCHINA!
B: . . .

L'erede

Ieri le formiche si sono barricate nei miei cheerios quotidiani, costringendomi ad abbandonarli con calde lacrime al loro destino; poi Moroso si è fatto male ad un polpaccio e non ha corso con me, il che dopo questi mesi è stato un po' come mangiare da sola il tacchino il giorno del ringraziamento.
A sostituzione è arrivato il giovin C a sproloquiare, per creare più calore nell'ambiente, e al posto dei cheerios ho piluccato discorsi su come io e Moroso ci guardassimo amorevolmente negli occhi perciò lui adesso non sa cosa fare, perché non vorrebbe fare cavolate prima di capire come sia la situazione, e tutto questo mentre io lo guardavo cercando di spiegargli telepaticamente come a) in ogni caso non ci siano cavolate che io abbia intenzione di fare con lui b) stessimo facendoci ognuno i cazzi propri senza guardarci negli occhi. In compenso ha creato il nuovo tormentone della settimana, adesso ci guardiamo tutti negli occhi ed il mondo è un posto migliore. Dovrebbe andarne fiero.

Tutto questo per dire che mancava la famiglia, ieri, mancava il tacchino in famiglia e qualcuno dai piani alti deve avermi sentita perché alle 13.30 (puntuale alla fine del campionato) è arrivato l'erede!
Bengiunto Ettorino, mio ex nipote. Bello di (ex) zia!

martedì 12 aprile 2011

Siriusli?

1. Lambiel. A Trento. Lambiel. A Trento! LAMBIEL!



2. Partiamo dal presupposto che non so come si sopravviva ad un matrimonio altrui, figuriamoci uno mio. Novella che si occupa degli inviti, Novella che aiuta con la musica, Novella che va dalla sposa, poi con lei per il vestito a mirano, a este, poi tornano indietro, poi torna a casa, poi va a padova per il vestito dello sposo. Eccetera. Cioè, non fa per me, davvero, guardo mio fratello come una su una scialuppa guarderebbe il tizio che affoga, adesso poi che mi sono abituata alla mia beata singletudine. A ben pensarci forse li facevo fuori tutti per non rischiare.

3. Insomma, ho cose più serie a cui pensare - tipo preservare la mia integrità fisica nel momento in cui, dopo che già faccio gli impacchi quotidiani di ghiaccio al ginocchio e sono riuscita a farmi tagliare la strada da non uno, ma due imbecilli di seguito ho preso una botta così forte al gomito, ma così forte, che ce l'ho tutto ustionato e nei primi due secondi (quelli che in un silenzio assordante precedono l'esplosione di dolore) ho pensato: madonna ma cos'è che ha appena fatto questo rumore spaventoso? Io ç_ç io.

4. Quindi. Sarà lo stress da matrimonio altrui, sarà postman che avendo messo su casa vorrebbe qualcuno con cui condividerla, saranno i discorsi con Fra che sono sempre deleteri per il rapporto con la realtà - perché non sono, davvero non sono il tipo che fa di questi sogni: davvero, nemmeno a quindici anni con Mark Owen, pace all'anima sua. Purtuttavia stanotte ho sposato Lambiel.

E di tutti i sogni matrimoniali che ho fatto in 35 anni di vita (conto anche quelli precedenti da gatto, per dare un quadro completo della situazione) questo è il primo che non sia stato un incubo, in cui non tentavo di scappare, non mi rifiutavo, non mi sentivo angosciosamente incastrata. Non solo: ero proprio paciosa e contenta come se fosse la cosa migliore che potesse capitarmi, o meglio tutto andava come doveva andare, compreso il fatto che mi prendessi in ritardo e perciò mi truccassi alla bell'e meglio, senza tanti pensieri se non un bel "poh!" di circostanza. La parte migliore è comunque stata quella in cui lui mi ha dato questo suo regalo che, non avevo dubbi (ricordo perfettamente la scena) era il regalo più bello che avessi mai ricevuto e che potessi ricevere nella mia intera esistenza... e naturalmente è l'unica parte del sogno che ho cancellato al risveglio.

Comunque ci sposavamo a Trento, perciò.. MUAHAHAHAH, trema 23 aprile, trema!

5. Cioè, va bene. La mia mente vacilla chiaramente e non posso negarlo dopo il punto di cui sopra. Sono io quella strana che non si sposa ma lo farebbe solo per obbligare Angelo a suonare il violoncello in chiesa e che parla di buccia d'arancia con un commercialista (ma è l'epico commercialista!).

E tuttavia: lo sai che mi sei simpatico e sei una delle persone più intelligenti che io conosca, ma seriamente due ore e mezza di discussione in cui passo per la prevenuta se penso male perché mi inviti ad un aperitivo di mezzanotte "io porto i calici, tu il vino" quando da un anno a questa parte passi con cadenza settimanale dall'invitarmi a vedere il tuo letto nuovo a rifiutare gli inviti a bere qualcosa perché "se no ci provo", e adesso che frequenti qualcuno mi dici che hai solo voglia di parlare e passare del tempo con me? Cioè, davvero?

giovedì 31 marzo 2011

No va bene, so che l'intenzione era di pubblicare un post serio oggi, anche un po' poetico, tuttavia "la giornata delle piccole figure di merda" di ieri, abilmente integrata con quella di "troviamo un fidanzato - anche due - a Novella" e al tentativo di passare a miglior vita in sauna (mentre il giovin C si fregava le mani all'idea di portarmi in braccio in uno spogliatoio pieno di fanciulle e mi abbandonava lì tramortita al mio destino) sono di quelle che ti portano, per riprenderti la dignità, ad ascoltare svariate ore di farrucas, Bach, Puccini e Sibelius, tanto che ho poi dovuto mettere Bon Jovi per riprendermi, dopodiché per punirmi dall'aver davvero ascoltato Bon Jovi mi sono fatta una ceretta crudele, e infine per riprendermi dall'avvenuta ceretta sono andata a correre con i Muse (tutti insieme, lì sul tapis roulant con me). Tutto ciò mi contagia una certa urgenza, un appello oserei dire, prima che sia troppo tardi e questo circolo vizioso mi sbrindelli: smettete.

Davvero, smettete di affibbiarmi uomini, ragazzi, fidanzati, compagni, cavalieri, amiconi. Soprattutto a tradimento.
Non serve che il giovin C inizi un positivo discorso su Braghy e, appena gli dò ragione perché è una persona che mi piace, mi conferisca il suo solenne permesso per mettere su famiglia con lui, giacché ci vedrebbe bene insieme. Non serve che la Roccia mi affibbi il giovin C, anche se non si contraddice mai una Roccia se si vuole sopravvivere e non ho quindi osato farglielo notare. Non serve la cena organizzata dalla strega + consorte con i loro amici più cari (di lui) e più carini (di lei, che ha un punto di vista certamente più attuale). Non serve nemmeno che il fratello + consorte mi chiedano consigli per gli invitati al matrimonio solo per infilarci un "oddio non abbiamo nessun single adatto a te, dobbiamo fare qualcosa!" Non serve, soprattutto, che la segretaria mi chieda cosa io pensi del nuovo ped, e appena confermo che mi sembra simpatico mi fissi con aria contemplativa per dichiarare che "Appena l'ha visto, con quella faccia DA BRAVO RAGAZZO, ha subito pensato che andasse bene per me".

Ora. Tralasciando la questione del mio sistematico e spontaneo evitare i bravi ragazzi come un pesce rosso eviterebbe l'olio di semi,
davvero.
Non serve.
Apprezzo il gesto (in realtà no), ma davvero, davvero, lasciate perdere.


..A meno che, naturalmente, il vostro prescelto non si trovi nella seguente lista di eletti:
1) Mr. Darcy
2) Stéphane Lambiel
3) Colin Firth
4) Bob Dylan
5) Peter Parker
6) Gary Oldman
7) Gustave Courbet
8) McDreamy
9) Ernest Hemingway
10) Mirko dei Bee Hive
11) Scott Moir
12) Sawyer
13) Joaquin Phoenix
14) Gregory Peck
15) Christian Bale
16) Benji Price
17) Remy LeBeau
18) Uto Ughi
19) Henry Cartier-Bresson
20) Nathan Never
21) Eric Clapton
22) Johnny Cash
23) Humphrey Bogart
24) Jon Snow
25) Ralph Fiennes
26) Laurie Laurence
27) Shion
28) Spike
29) Albert Camus
30) Mr. Blonde

citofonare al n.15 per aggiornamenti (ma ragazzi, se volete andare sul sicuro la top 3 non si smuove da almeno cinque anni)

domenica 5 dicembre 2010

Relazioni sociali

Relazioni Sociali #1 - e.r.

N cammina.
N supera una persona in corridoio.
N supera 2 persone in corridoio.
N supera 3 persone in corridoio.
N supera 4 persone in corridoio.
N supera 5 persone in corridoio.
N supera 6 persone in corridoio.
N supera 7 persone in corridoio.
n.7: Signorina!!
N: sì?!
n.7: Fantastica!! Ma lei ha fatto le scuole dai bersaglieri?


Relazioni sociali #2 - aperitivo

R: N..
N: ..sì?
R: il fatto è che a volte vorrei darti un bacio e a volte due sberle.
N: ...


giovedì 2 dicembre 2010

La Monaca di Monza

A proposito di "quella palestra che è peggio di un bar". Io lo so che all'epicocco faccio tanta tenerezza, però a rileggerlo, questo dialogo avvenuto in sala relax (sempre per la questione del bar), è inquietante...

E: convento? ma quale convento? l'unica cosa che puoi fare tu in un convento è la monaca di monza!
N: ...
E: scherzi a parte, come stai?
N: ...
E: tanto lo so. anche se ridi. come mai non ti fai consolare?
N: perché poi dovrei ucciderti.
E: ma daaai, non mi dirai che sei orgogliosa? non l'avrei maaai detto, ohohoho.
N: ...
E: non farti consigliare, capito? non farti mai consigliare. non è colpa loro ma non vedono le cose.
N: più che altro mi stanno addosso.
E: mentre tu non guardi nessuno negli occhi per più di trenta secondi.
N: ...
E: scappa piccoletta, scappa finché puoi!

mercoledì 24 novembre 2010

Attenuanti

Ho ampie scuse per la mia disfatta, ed è così che si è svolta: dovevo recuperare un lunedì che non era stata la mia giornata - e nottata - migliore (quando chiedono "come va?" bisognerebbe poter distinguere: di giorno bene, di notte no comment, perché dopo quei mesi che parevano un formicaio di incubi, anche se adesso hanno smesso di ripresentarsi, di tenermi alzata sempre un po' di più la notte, cercando di non addormentarmi per l'ansia, anche adesso, se succede che ti svegli la notte, beh, hai finito di dormire per oggi, per via della paura che si ripresentino, lì al buio, e non importa che ore siano, per quella notte hai smesso e basta).

Perciò ieri è andata che ho fatto le corse tutta la mattina, e ciò e bene, perché impedisce di fare pensieri lunghi. Nel tardo pomeriggio, poi, ho corso davvero, solo corso, per tutto il tempo, una, due ore? chi lo sa, chiedetelo al mio menisco. E poi mi sono seduta sulla pedana vibrante, ho chiuso gli occhi, raddrizzato la schiena, ignorato il mondo e alzato il volume di Paranoid Android per dieci minuti. Nei successivi dieci sauna, da sola, con un libro bello e le frasi che mi venivano in mente, e in mancanza di penne dovevo ripetermele per tutto il tempo, come una specie di mantra.
Alla fine, dopo una doccia calda e nonostante una tazza di tè verde bollente alle dieci di sera, avendo dimenticato la vestagliona in pile avevo freddo, lì sul divano comodo, e ingenuamente ho pensato: senti che bene si sta sotto questa coperta.

Ok, sentite, no. Non potevo immaginare che mi sarebbe costato mezza finale di X Factor.
Nathalie, perdonami. Meno male che c'è youtube.

giovedì 4 novembre 2010

Dice Rob Breszny: Sagittario - Penso che tu sia in grado di sopportare la confusione più di quanto credi. Ho anche il sospetto che tu possa assorbire più novità, e più rapidamente, dei nati sotto qualsiasi altro segno. Perciò dovresti interpretare quello che sta succedendo nella tua vita come “un’avventura interessante” piuttosto che come “un caos disorientante”. L’intero universo ti aiuterà a godere di quello che i nonSagittari potrebbero considerare stressante.

Quindi. Se sono sopravvissuta alle inondazioni (dalla Salvietta ad andare in brodo di giuggiole per Alessandro Borghese mentre di fianco a noi i fiumi esondavano), ad un travestimento anni '80 (notoriamente molto più spaventosi di qualunque zombie), a una rissa con mazza da baseball, a 4 cavallette, a un torneo di scopone scientifico (vinto senza mai ricordarmi di guardare il mio compagno), al tizio che mi chiedeva se fossi fidanzata (nel senso che per la prima volta ho dovuto rispondere esplicitamente di no), agli psicofarmaci del mariachi, alla bimba che ho preso in 5 elementare ed ora fa la 1 superiore, è alta 10 cm più di me e suona la chitarra elettrica, alla scomparsa dalla cucina del l'e.r. dei baby plasmon, al mettere sovrappensiero entrambi i pesi dallo stesso lato del bilanciere incastrandomi ignominiosamente e dovendo chiedere aiuto a un passante, alle proposte di braghy, alle proposte del giovin C, alle proposte di Lorenz (che si ammala ogni volta che mi sente), alle ped che arrivano al corso con un'ora e mezza di ritardo abbandonandomi con venti riottosi partecipanti e costringendomi a iniziarlo da sola, alle vittorie del trole alle 5.53 del mattino e soprattutto al Tomtom che, appena smetto di farmi sentire, mi manda un sms...

...cosa vuoi che sia corrompere un ped perché venga con me al pranzo sociale dell'Associazione Diabetici!!!

martedì 12 ottobre 2010

Ricordare un'abitudine

Quando il dolore è così vasto da essere lancinante, in ogni momento, anche mentre ridi e ti dicono "credevo di vederti giù", anche mentre balli, anche mentre stringi qualcuno che non vedevi da troppo tempo, una serata con la mia gentaglia è ciò che serve.
Perfino se il prezzo da pagare è un piede mezzo rotto senza riuscire a ricordarne il perché ("Non me lo ricordo" non è una gran risposta da fornire quando il lunedì ti chiedono cosa ti sia successo. Perciò quel cristiano che non mi stava nemmeno simpatico ma che ieri sera, dopo la trentacinquesima risata, ha commentato "Ma dai che a me fai tenerezza presa così oggi, sei da coccole!" è stato assunto nell'Olimpo dei miei migliori amici a carattere imperituro amen).
Anche se bevi qualcosa che non ti piace, ma l'importante è superare il quarto bicchiere che poi di solito comincia a sembrarti buono. Anche se alle 4 se ne vanno quasi tutti e restate in tre a ordinare da bere e ballare come esaltati e fare sandwich come adolescenti, e lì in pochi è quasi più bello di quando eravate in tanti, a parlare e straparlare e andare
al bagno tutti insieme perché "sei una ragazza, mica vorrai che ti lasciamo da sola in un postaccio come questo?"
E' che con il Tomtom che diventa Motmot ci vuole la serata pop, un po' kusturica, in cui fare le bolle di sapone, scattare le foto sceme di ogni volta e abbracciare tantissimo, e vedere che fa buio e sentire il calore che entra e che esce dalla porta ad ogni sigaretta, e l'estate che ormai è finita eppure ci si ostina ancora a lasciare la pelle scoperta, e se a qualcuna sale troppo la gonna non importa da quanto tempo ci conosciamo, troverai sempre un clandestino impegnato a sbirciare o a far partire i flash.
E poi una conversazione in spagnolo, le bolle di sapone, e tu hai un vestito nuovo e cento cose da dire e mille altre a cui non pensare e musiche diverse, voci diverse, le stesse facce per nuovi scherzi. Mi ero quasi scordata dei loro respiri, dei loro ritardi, di quel modo di ridere insieme di notte, e qualcuno ritorna da un viaggio, qualcuno è partito e si tira avanti, tutti, e poi alle sette i fusilli alla pancetta stappando una bottiglia di rosso sembrano un'epifania sulle nostre esistenze, ché non andremo a dormire nemmeno questa volta ma almeno si mettono i Creedence alla radio e si torna a casa con il sole.

martedì 14 settembre 2010

Helter Skelter

"This is a song Charles Manson stole from the Beatles. We're stealing it back."

Memento:
non usare i nomi in codice con chi non è abituato ad usarli, perché finirà per confondersi facendo confondere anche te, ed userete tutti e due il nome sbagliato con chi non deve sapere e perfino con il soggetto in questione. Ecco com'è successo che Postman ed io abbiamo chiamato per mezz'ora Romina una Sabrina, ma fa niente.

Regola n.2, anche quando sembra un macello perché Vaniglia si autoinvita e gli altri ritenendoti la causa diretta vogliono buttarti giù dalla macchina in corsa, può anche succedere che il loro odio nei suoi confronti si spenga come un cerino davanti a un sapiente bicchiere di rosso (bisogna saperli guidare, questi pulzelli) e a un ragù in casa del Mariachi che produce aberrazioni sociali tipo allegri inviti a matrimoni e conseguenti "maddai lo credevo diverso!"
E così la serata, la giornata, diventano piacevoli anche se partite da una birra troppo fredda, anche se il Tomtom da marinaio è diventato pirata e le nostre foto si stropicciano, anche se tutti si voltano al passaggio di Vaniglia (se c'è una cosa che al ragazzo non manca, lo ammetto, è l'aspetto fisico; che poi a 38 anni abbia la maturità emotiva di un diciassettenne è un altro paio di maniche) frantumando così il mio proposito di passare inosservata a eventuali testimoni della verguenza.
Il fatto è che sono troppi gli oggetti smarriti, troppa la terra che mi manca sotto ai piedi, perciò sto facendo piazza pulita delle persone a mezzo servizio. O ci sono o non ci sono. Che non vuol mica dire che ci devono essere sempre, costantemente come nel peggiore dei miei incubi. Però insomma, anche gli U2 si sono ripresi Helter Skelter perché beh, perché ci sarà sempre un Charles Manson ad attraversarti la strada però poi arriva un momento in cui è ora di riprendersi le cose e basta, perciò io ora mi riprendo me stessa.
E insomma io quasi non me n'ero accorta, che quel "probabilmente" col Tomtom stava diventando un punto esclamativo, e ora che si sta tramutando in un gelido "mah" ho il dovere etico e legale di riportarlo con tutte le mie forze sui binari, e mi sembra pazzesca questa cosa, questa cosa che odiavo di dovermi mettere certi filtri, di perdere la spontaneità infantile, e non è mica incoerenza perché una cosa è fare un salto quando "il mondo" decide per te che sia ora di farlo in base a certe formule matematiche che ti spiegano ragionevolmente a quanti anni devi smettere di salire in piedi su un'altalena, qual è il corretto numero di figli, quanti soldi investire in creme e parrucchiere, e un'altra è decidere con fatica, a tentoni qualche volta, e rendersi conto che ecco, quella è la cosa per cui vale la pena farlo, quello è il mio punto esclamativo per il quale mangiare fango e rompermi le ossa, e allora capisci, è tutto un altro discorso, perché anche se alla fine dovesse andarmi male non sarà mai stato "per nulla", ma il modo in cui avrò trovato me stessa.

(Certo, che fregatura non poterlo condividere)



mercoledì 1 settembre 2010

Non il giorno del ciao

Ieri non doveva essere il giorno del Ciao. Li ho contati: in quattordici mi hanno salutata con un grazioso "Oddio!!!", seguito, in ordine di apparizione, da un "Cos'hai fatto alla faccia?", o un "Non è una buona giornata, eh?" (il più quotato), o un "Ma hai chiuso occhio negli ultimi sei mesi?", o un "Va bene che di solito sembri una quindicenne, ma diventare una quarantenne in una notte non mi sembra la soluzione migliore".
Poi, il miracolo. La sauna accesa, io che chiudo gli occhi e torno in pace con il mondo appena prendo contatto con quel legno caldo, lo sfriccichio sommesso ed il profumo di pane.
Quando sono uscita ho visto alla tv la signora che parlava di "escursioni sul viso" e mi sono ricordata che non importa come io sia presa, troverò sempre qualcuno messo peggio. E poi ho letto Saramago fino a ciondolare con la testa. E prima di dormire mi hanno anche detto buonanotte, che sono una bestia rara ma mi vogliono bene lo stesso.

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