mercoledì 9 novembre 2011
mercoledì 2 novembre 2011
venerdì 28 ottobre 2011
lunedì 17 ottobre 2011
Bassi: problemi al lavoro. potenzialmente grossi problemi al lavoro, comunque è lavoro ed il lavoro è potenzialmente noioso, perciò tralascio.
Alti: devo andare a pagare il mio futuro marito; ergo, metto la mia adorabile giacca rossa, soprattutto perché rossa, e i tacchi alti, e lo raggiungo con la determinazione di "o la va o la spacca".
Bassi: la spacca; il mio futuro marito corre ad abbracciarmi per salutarmi, poi un vecchietto lo chiama perché tocca a lui ed io rimango con il segretario; io tento di guadagnare tempo parlando di alcol con il segretario, lui tenta di tornare fuori un momento dallo studio, ma il malefico vecchietto lo richiama; il mio ventennale amore per i vecchietti si esaurisce oggi. Amen.
Alti: vedo di prenderla con filosofia, con annunci ammosciati alla Sara e alla Salvietta; mi dico che era un segno del destino, che mi spinge a concentrarmi sul lavoro e che in fondo non avevo tutta questa disponibilità ad impegnarmi in qualcosa con una persona ricominciando da zero, cosa molto molto vera, ed è quindi molto meglio così.
Bassi: il gC, al telefono, suona soddisfatto degli sviluppi; i miei simpatici amici, anziché consolarmi, suonano soddisfatti degli sviluppi; Moroso se la ride assai; fra le altre cose, il fantasma della possessività-verso-N.-che-è-piccola-e-bionda-e-nostra torna a mostrarsi con mio grande scorno in vari ambienti.
Alti: mentre mi preparo per la cena palestrante mi accorgo che mi è arrivato un sms da circa un'ora ed ebbene, il mio futuro marito, travestitosi da ninja per l'occasione, ha sgraffignato il mio numero dall'archivio per scusarsi di non essersi fermato con me e per dirmi che stavo bene con la giacca (rossa!); comincio a sbandierare.
Bassi: i miei simpatici amici non sono più soddisfatti; la cena, per quanto mi impediscano di rispondere ai messaggi del mio futuro marito (ufficialmente perché mi stanno insegnando a tenerlo sulla corda - ufficiosamente per il solito fantasma), è divertente visto che ho davanti Vaniglia lanciatissimo su discorsi di vibratori e di anima e poesia, e la gentile consorte che è ancora più sfacciatamente bella di come mi era sembrata, praticamente la faccia di Carla Bruni sul fisico di Cindy Crawford, ed è talmente stupida da far sembrare lui una persona discretamente intelligente - la natura non spreca mai nulla; il gC raggiunge inauditi picchi di bassezza, tentando di seguirmi nella mia macchina per ribadire fisicamente il concetto N.-è-piccola-e-bionda-e-nostra anziché lasciarmi godere in maniera pulita di un momento carino dopo un anno indicibile.
SABATO e DOMENICA
Alti: il resto del week end va bene; sabato il Mariachi impazzisce e offre a me ed agli Stefani svariati giri di spritz, un certo Nicola decide di fare un volo che sfida le leggi della fisica proprio mentre io sono al bagno e non sembra prendere con simpatia la mia accorata richiesta di ripeterlo per lasciarmelo vedere, un tizio alto due metri e mezzo ed ubriaco sgomita sulla mia nuca ed io ho bisogno che mi facciano notare le sue qualità fisiche due o tre volte per capire con tristezza che non posso lanciarmi in un corpo a corpo contro di lui con il mio coraggio sguainato, ma in compenso il dj di quel posto sconosciuto mette musica fighissima, dagli Alice in Chains a Johnny Cash passando per gli Smiths, e per questo avrà la mia riconoscenza eterna. La domenica si va a far volare aquiloni con Fra e Ric, o meglio l'aquilone più piccolo del mondo, Paul detto Percival (ma anche Gad, di tanto in tanto) e ad ordinare caffé, prosecchi e té caldi in più posti possibili, abbracciandoci da seduti perché, testuale "se mi abbracci in piedi, piccola come sei, sembra che tu mi stia facendo un'altra cosa".
Bassi: Alla fine della bella giornata, lunga chiacchierata con Ric al freddo davanti a casa mia, conclusa dal suo: "A me quel ragazzo fa un po' pena; ha conosciuto questa ragazza carina ed intelligente, ma da cui non avrà mai nulla; con tutti i filtri che ti sei messa il punto non è quello che hai da dare ma quello che vuoi dare, e secondo me più di tanto tu adesso non vuoi", e distraendomi con le sue teorie sulla mia terribile personalità finisce per lasciarmi i suoi occhiali, che dovrò restituirgli possibilmente prima di raggiungerlo a Bucarest ove si consumerà l'epilogo sessuale della sua scommessa con Fra.
LUNEDI'
Alti: iniziamo bene la mattinata, con il futuro marito che mi manda un sms che mi fa ridere per due ore ininterrottamente; ne segue un impanicatissimo sms alla Salvietta "Giuro che secondo me è cancro..!" [vedi teorie mie e della Salvietta sugli uomini cancro ed in particolare sugli uomini cancro con donne sagittario, causa specifiche esperienze di vita - la mia con il Tomtom, la sua con l'attuale compagno] All'inoltro del messaggio per esplicare il concetto, la Salvietta risponde con un costernato "...Ok, è cancro." che prosegue con la seguente, peculiare conversazione.
N: "Ecco sì, è tutta la mattina che rido per questa cosa. Adesso però cosa faccio? Scappo finché sono in tempo? Gli rispondo 'No, ma tu non sarai mica cancro'?"
S: "Digli che è una cosa che riguarda la tua religione."
N: "Perfetto! Così iniziamo da solide basi: io che dico oddio è cancro, lui che dice oddio è pazza."
Ovviamente non si può resistere al richiamo della Teoria, perciò gliel'ho chiesto davvero. E a quanto pare siamo salvi. Stai a vedere che mi tocca darmi alla pallavolo: se non fosse ancora vivo e vegeto, il mio prof. delle superiori si starebbe sbellicando nella tomba.
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mercoledì 12 ottobre 2011
Quindi ho riflettuto, e ora, i casi sono due: o mi è preso il panico da abbandono di collare (quando dopo un incidente ed un ragionevole periodo con collare devi toglierlo e ti sembra che il collo non possa più reggersi da solo) o il mio piede mi cerca marito, perché mi fa male di nuovo.
Credo che mi stia incoraggiando per via di quel drammatico "vediamoci fra un paio di mesi per il ginocchio" che mi ha improvvisamente gettato nello sconforto, proprio ora che io ed il mio futuro marito eravamo al livello di "ti racconto della mia famiglia" e "conosco tutte le tue costole". E' un piede affezionato e gentile, che sto cercando di far rompere da qualche mio amico ma nessuno è abbastanza collaborativo da volerlo prendere a calci; in generale, comunque, il mio futuro marito ha causato una ribellione di massa - in parte perché era il mio argomento principale di conversazione ed in parte per il solito fatto che ad un certo punto le persone si sentono in diritto di considerarmi di loro proprietà (che è il motivo per cui non racconto più i fatti miei all'e.r. a meno di non essere costretta da qualcuno che mi minacci con un ambu in mano, ed è il motivo per cui il fisio, se dovesse mai entrare in palestra, rischierebbe il linciaggio così, senza che l'abbiano mai visto, solo per aver osato esistere).
In parte credo che il mio anno di letargo mi abbia tenuta all'oscuro da alcune dinamiche che si stanno sviluppando e di cui ho intravisto or ora la cresta senza averne mai avuto sentore prima, ma conoscendomi sono sicura che starò già facendo alcuni simpatici danni!
martedì 27 settembre 2011
Credevo fosse un po' geniale proporre di lavorare al pc sotto al gazebo esattamente tre minuti prima di uno dei più grandi nubifragi della storia (esistono delle foto, non ancora bruciate, di tre disperati sotto un inutile gazebo che con due ombrelli incrociati provano a proteggere il prezioso apparecchio tecnologico anziché sé stessi), o mettersi a coreografare Lambiel in mezzo alla gente perché alla radio c'è BMTL, o convincere Fra che va in televisione a cantare O CANADA in un colpo di tosse - e invece.
Cè da dire, però, che nella forza centrifuga di questi giorni sono stati risucchiati un sacco di mariti.
Innanzitutto l'uomo che corre tantissimo, che aveva tutta la mia stima perché correva tantissimo - nonché i resti del mio tendine d'achille, dopo che ho provato a tenergli dietro alla pista di atletica - e che non è affatto un supersportivo dall'esistenza irreprensibile con una fidanzata dagli occhiali bianchi.
Poi c'è l'istruttore di squash che devo aver conquistato quando, alla festa della palestra, tentando di sfuggire alla foto di gruppo sono finita lì nei bassifondi dove ha tentato di ipnotizzarmi per farmi giocare e dove ad un certo punto mi sono - realmente - messa a raccontargli di quel personaggio di Jenny la Tennista che giocava a squash. Se non altro conosce Stendhal, il che dopo che tutti mi avevano chiesto come facessi a leggere un saggio sulla costruzione della Certosa di Parma, finisce per darti un certo dignitoso punteggio.
Per confutare la tizia che, incontrandomi al lavoro, mi ha dichiarato: "Ah sei tu Novella? Al telefono ti credevo una cicciona 50enne!" ho infine inseguito il bambino 4enne che passava barcollando con un flute in mano e l'aria di chi sta per gridare "governo ladro!" da un momento all'altro (c'era anche la componente "mi è rimasta incastrata sul cuore una fetta d'ananas ed ho bisogno di bere", ma non più di tanto), piombando poi tra fidanzati peruviani che restaurano mulini, cantanti (maschi) che ci danno le spalle per guardarsi allo specchio mentre cantano, cantanti (femmine) che spariscono con l'ospite VIP Mauro Marin (a proposito, si è iscritto lì, che il cielo abbia pietà di noi), Daniel che mi propone il suo pranoterapeuta dal Signore degli Anelli, che ti guarisce con la sola imposizione delle mani ma non accetta tutti, in base all'aura ed alla gelosia della moglie, perfetti sconosciuti che, a 2 cm da me, giurano di sapere che Moroso ed io stiamo effettivamente insieme (occhio che se Moroso vi sembra grosso, non avete ancora visto Lorenzo, la sua cimice da guardia), la Roccia che vedendomi non in borghese esclama che se non fosse stato per le tette non mi avrebbe riconosciuta
(d'improvviso mi ricordo perché io abbia sempre evitato quella festa)
Oggi, poi, sono stata completamente conquistata dal giovine fisioterapista belloccio, dopo che mi ha circuita con argomenti suadenti come "Accidenti Novella, senti che bacino teso! Alle donne è facile che tiri, agli uomini invece tira qualcos'altro - ODDIO com'è suonato male non intendevo questo mi rimangio tutto quello che ho detto!!!"
Per questo motivo (ed anche perché toccandomi la rotula mi ha chiesto se avessi mal di denti e un ciclo doloroso, ma soprattutto per questo) (e anche perché la sua collega si chiama N. Gatto, che è il nome che voglio nella mia prossima vita, ma soprattutto per questo) (nonostante mi obblighi a portare solo scarpe con il tacco e mi abbia minacciato di una terza età priva di rotule), credo che sceglierò lui.
Se non altro è l'unico che, anziché provocarmi quantità di nuovi traumi, me li aggiusta. Me lo diceva la mia santa mamma da piccola, "tu dovrai sposare un fisioterapista" - e prima ancora di sapere che l'alternativa era un pattinatore gay!
mercoledì 14 settembre 2011
lunedì 13 giugno 2011
Perciò, davvero, non è mica egoismo. Altrimenti perché le persone tornerebbero quando hanno bisogno di me? Non si tratta di "nel momento del bisogno" in senso opportunistico, è più una cosa emotiva, perché se sanno dove sono, sanno che possono trovarmi sempre - il che appare come un grosso controsenso, pronta come sono a scalciare e fuggire lontano. Ma è pur vero che se fra un anno o dieci avrai bisogno di me, anche se mi ero staccata per un litigio o perché hai preteso cose che non avevi il diritto di pretendere, mi troverai. Non nel 100% dei casi, certo: una delusione troppo grossa, o un matrimonio del fratello da organizzare. Però quasi. Ex amici, ex fidanzati - il fatto è che sono indipendente da loro, sono fondamentalmente molto (troppo?) indipendente dalle persone, e non avendo bisogno di loro posso starci per il semplice piacere di starci, oppure perché sono diventata più indulgente: mi ha fatto tenerezza, sabato, il mariachi. Mi ricordava Marta, con cui ci eravamo allontanate per un periodo ma poi, quando è stata male, ero io la persona che voleva al suo fianco. E' da me che è venuta con tutto il suo pudore che le impediva di spiegarmelo a voce.
Certo, il rapporto che ho avuto con Marta non è paragonabile a nulla di recente (o forse a nulla soltanto), ma sabato notte, poi, ho sognato Lambiel, che farà ridere ma aveva la camicia bianca e azzurra a righe che metteva in quegli anni lì, di Marta e di allegra innocenza.
domenica 29 maggio 2011
martedì 24 maggio 2011
martedì 12 aprile 2011
1. Lambiel. A Trento. Lambiel. A Trento! LAMBIEL!

2. Partiamo dal presupposto che non so come si sopravviva ad un matrimonio altrui, figuriamoci uno mio. Novella che si occupa degli inviti, Novella che aiuta con la musica, Novella che va dalla sposa, poi con lei per il vestito a mirano, a este, poi tornano indietro, poi torna a casa, poi va a padova per il vestito dello sposo. Eccetera. Cioè, non fa per me, davvero, guardo mio fratello come una su una scialuppa guarderebbe il tizio che affoga, adesso poi che mi sono abituata alla mia beata singletudine. A ben pensarci forse li facevo fuori tutti per non rischiare.
3. Insomma, ho cose più serie a cui pensare - tipo preservare la mia integrità fisica nel momento in cui, dopo che già faccio gli impacchi quotidiani di ghiaccio al ginocchio e sono riuscita a farmi tagliare la strada da non uno, ma due imbecilli di seguito ho preso una botta così forte al gomito, ma così forte, che ce l'ho tutto ustionato e nei primi due secondi (quelli che in un silenzio assordante precedono l'esplosione di dolore) ho pensato: madonna ma cos'è che ha appena fatto questo rumore spaventoso? Io ç_ç io.
4. Quindi. Sarà lo stress da matrimonio altrui, sarà postman che avendo messo su casa vorrebbe qualcuno con cui condividerla, saranno i discorsi con Fra che sono sempre deleteri per il rapporto con la realtà - perché non sono, davvero non sono il tipo che fa di questi sogni: davvero, nemmeno a quindici anni con Mark Owen, pace all'anima sua. Purtuttavia stanotte ho sposato Lambiel.
E di tutti i sogni matrimoniali che ho fatto in 35 anni di vita (conto anche quelli precedenti da gatto, per dare un quadro completo della situazione) questo è il primo che non sia stato un incubo, in cui non tentavo di scappare, non mi rifiutavo, non mi sentivo angosciosamente incastrata. Non solo: ero proprio paciosa e contenta come se fosse la cosa migliore che potesse capitarmi, o meglio tutto andava come doveva andare, compreso il fatto che mi prendessi in ritardo e perciò mi truccassi alla bell'e meglio, senza tanti pensieri se non un bel "poh!" di circostanza. La parte migliore è comunque stata quella in cui lui mi ha dato questo suo regalo che, non avevo dubbi (ricordo perfettamente la scena) era il regalo più bello che avessi mai ricevuto e che potessi ricevere nella mia intera esistenza... e naturalmente è l'unica parte del sogno che ho cancellato al risveglio.
Comunque ci sposavamo a Trento, perciò.. MUAHAHAHAH, trema 23 aprile, trema!
5. Cioè, va bene. La mia mente vacilla chiaramente e non posso negarlo dopo il punto di cui sopra. Sono io quella strana che non si sposa ma lo farebbe solo per obbligare Angelo a suonare il violoncello in chiesa e che parla di buccia d'arancia con un commercialista (ma è l'epico commercialista!).
E tuttavia: lo sai che mi sei simpatico e sei una delle persone più intelligenti che io conosca, ma seriamente due ore e mezza di discussione in cui passo per la prevenuta se penso male perché mi inviti ad un aperitivo di mezzanotte "io porto i calici, tu il vino" quando da un anno a questa parte passi con cadenza settimanale dall'invitarmi a vedere il tuo letto nuovo a rifiutare gli inviti a bere qualcosa perché "se no ci provo", e adesso che frequenti qualcuno mi dici che hai solo voglia di parlare e passare del tempo con me? Cioè, davvero?
giovedì 31 marzo 2011
Figure, fidanzati non richiesti, cari amici che ti abbandonano al tuo destino in sauna e soprattutto liste!
0 commenti Pubblicato da sand alle 17:02domenica 5 dicembre 2010
giovedì 2 dicembre 2010
mercoledì 24 novembre 2010
Perciò ieri è andata che ho fatto le corse tutta la mattina, e ciò e bene, perché impedisce di fare pensieri lunghi. Nel tardo pomeriggio, poi, ho corso davvero, solo corso, per tutto il tempo, una, due ore? chi lo sa, chiedetelo al mio menisco. E poi mi sono seduta sulla pedana vibrante, ho chiuso gli occhi, raddrizzato la schiena, ignorato il mondo e alzato il volume di Paranoid Android per dieci minuti. Nei successivi dieci sauna, da sola, con un libro bello e le frasi che mi venivano in mente, e in mancanza di penne dovevo ripetermele per tutto il tempo, come una specie di mantra.
Alla fine, dopo una doccia calda e nonostante una tazza di tè verde bollente alle dieci di sera, avendo dimenticato la vestagliona in pile avevo freddo, lì sul divano comodo, e ingenuamente ho pensato: senti che bene si sta sotto questa coperta.
Ok, sentite, no. Non potevo immaginare che mi sarebbe costato mezza finale di X Factor.
Nathalie, perdonami. Meno male che c'è youtube.
giovedì 4 novembre 2010
Quindi. Se sono sopravvissuta alle inondazioni (dalla Salvietta ad andare in brodo di giuggiole per Alessandro Borghese mentre di fianco a noi i fiumi esondavano), ad un travestimento anni '80 (notoriamente molto più spaventosi di qualunque zombie), a una rissa con mazza da baseball, a 4 cavallette, a un torneo di scopone scientifico (vinto senza mai ricordarmi di guardare il mio compagno), al tizio che mi chiedeva se fossi fidanzata (nel senso che per la prima volta ho dovuto rispondere esplicitamente di no), agli psicofarmaci del mariachi, alla bimba che ho preso in 5 elementare ed ora fa la 1 superiore, è alta 10 cm più di me e suona la chitarra elettrica, alla scomparsa dalla cucina del l'e.r. dei baby plasmon, al mettere sovrappensiero entrambi i pesi dallo stesso lato del bilanciere incastrandomi ignominiosamente e dovendo chiedere aiuto a un passante, alle proposte di braghy, alle proposte del giovin C, alle proposte di Lorenz (che si ammala ogni volta che mi sente), alle ped che arrivano al corso con un'ora e mezza di ritardo abbandonandomi con venti riottosi partecipanti e costringendomi a iniziarlo da sola, alle vittorie del trole alle 5.53 del mattino e soprattutto al Tomtom che, appena smetto di farmi sentire, mi manda un sms...
martedì 12 ottobre 2010
Quando il dolore è così vasto da essere lancinante, in ogni momento, anche mentre ridi e ti dicono "credevo di vederti giù", anche mentre balli, anche mentre stringi qualcuno che non vedevi da troppo tempo, una serata con la mia gentaglia è ciò che serve.Anche se bevi qualcosa che non ti piace, ma l'importante è superare il quarto bicchiere che poi di solito comincia a sembrarti buono. Anche se alle 4 se ne vanno quasi tutti e restate in tre a ordinare da bere e ballare come esaltati e fare sandwich come adolescenti, e lì in pochi è quasi più bello di quando eravate in tanti, a parlare e straparlare e andare al bagno tutti insieme perché "sei una ragazza, mica vorrai che ti lasciamo da sola in un postaccio come questo?"
E' che con il Tomtom che diventa Motmot ci vuole la serata pop, un po' kusturica, in cui fare le bolle di sapone, scattare le foto sceme di ogni volta e abbracciare tantissimo, e vedere che fa buio e sentire il calore che entra e che esce dalla porta ad ogni sigaretta, e l'estate che ormai è finita eppure ci si ostina ancora a lasciare la pelle scoperta, e se a qualcuna sale troppo la gonna non importa da quanto tempo ci conosciamo, troverai sempre un clandestino impegnato a sbirciare o a far partire i flash.
E poi una conversazione in spagnolo, le bolle di sapone, e tu hai un vestito nuovo e cento cose da dire e mille altre a cui non pensare e musiche diverse, voci diverse, le stesse facce per nuovi scherzi. Mi ero quasi scordata dei loro respiri, dei loro ritardi, di quel modo di ridere insieme di notte, e qualcuno ritorna da un viaggio, qualcuno è partito e si tira avanti, tutti, e poi alle sette i fusilli alla pancetta stappando una bottiglia di rosso sembrano un'epifania sulle nostre esistenze, ché non andremo a dormire nemmeno questa volta ma almeno si mettono i Creedence alla radio e si torna a casa con il sole.
martedì 14 settembre 2010
Memento: non usare i nomi in codice con chi non è abituato ad usarli, perché finirà per confondersi facendo confondere anche te, ed userete tutti e due il nome sbagliato con chi non deve sapere e perfino con il soggetto in questione. Ecco com'è successo che Postman ed io abbiamo chiamato per mezz'ora Romina una Sabrina, ma fa niente.
Regola n.2, anche quando sembra un macello perché Vaniglia si autoinvita e gli altri ritenendoti la causa diretta vogliono buttarti giù dalla macchina in corsa, può anche succedere che il loro odio nei suoi confronti si spenga come un cerino davanti a un sapiente bicchiere di rosso (bisogna saperli guidare, questi pulzelli) e a un ragù in casa del Mariachi che produce aberrazioni sociali tipo allegri inviti a matrimoni e conseguenti "maddai lo credevo diverso!"
E così la serata, la giornata, diventano piacevoli anche se partite da una birra troppo fredda, anche se il Tomtom da marinaio è diventato pirata e le nostre foto si stropicciano, anche se tutti si voltano al passaggio di Vaniglia (se c'è una cosa che al ragazzo non manca, lo ammetto, è l'aspetto fisico; che poi a 38 anni abbia la maturità emotiva di un diciassettenne è un altro paio di maniche) frantumando così il mio proposito di passare inosservata a eventuali testimoni della verguenza.
Il fatto è che sono troppi gli oggetti smarriti, troppa la terra che mi manca sotto ai piedi, perciò sto facendo piazza pulita delle persone a mezzo servizio. O ci sono o non ci sono. Che non vuol mica dire che ci devono essere sempre, costantemente come nel peggiore dei miei incubi. Però insomma, anche gli U2 si sono ripresi Helter Skelter perché beh, perché ci sarà sempre un Charles Manson ad attraversarti la strada però poi arriva un momento in cui è ora di riprendersi le cose e basta, perciò io ora mi riprendo me stessa.
E insomma io quasi non me n'ero accorta, che quel "probabilmente" col Tomtom stava diventando un punto esclamativo, e ora che si sta tramutando in un gelido "mah" ho il dovere etico e legale di riportarlo con tutte le mie forze sui binari, e mi sembra pazzesca questa cosa, questa cosa che odiavo di dovermi mettere certi filtri, di perdere la spontaneità infantile, e non è mica incoerenza perché una cosa è fare un salto quando "il mondo" decide per te che sia ora di farlo in base a certe formule matematiche che ti spiegano ragionevolmente a quanti anni devi smettere di salire in piedi su un'altalena, qual è il corretto numero di figli, quanti soldi investire in creme e parrucchiere, e un'altra è decidere con fatica, a tentoni qualche volta, e rendersi conto che ecco, quella è la cosa per cui vale la pena farlo, quello è il mio punto esclamativo per il quale mangiare fango e rompermi le ossa, e allora capisci, è tutto un altro discorso, perché anche se alla fine dovesse andarmi male non sarà mai stato "per nulla", ma il modo in cui avrò trovato me stessa.
(Certo, che fregatura non poterlo condividere)
mercoledì 1 settembre 2010
Poi, il miracolo. La sauna accesa, io che chiudo gli occhi e torno in pace con il mondo appena prendo contatto con quel legno caldo, lo sfriccichio sommesso ed il profumo di pane.
Quando sono uscita ho visto alla tv la signora che parlava di "escursioni sul viso" e mi sono ricordata che non importa come io sia presa, troverò sempre qualcuno messo peggio. E poi ho letto Saramago fino a ciondolare con la testa. E prima di dormire mi hanno anche detto buonanotte, che sono una bestia rara ma mi vogliono bene lo stesso.




