martedì 24 maggio 2011
mercoledì 11 maggio 2011
Etichette: amore, bionda, grovigli, idealizzazioni, mc
giovedì 14 aprile 2011
Etichette: mc, mcm, piccole cose
martedì 12 aprile 2011
1. Lambiel. A Trento. Lambiel. A Trento! LAMBIEL!

2. Partiamo dal presupposto che non so come si sopravviva ad un matrimonio altrui, figuriamoci uno mio. Novella che si occupa degli inviti, Novella che aiuta con la musica, Novella che va dalla sposa, poi con lei per il vestito a mirano, a este, poi tornano indietro, poi torna a casa, poi va a padova per il vestito dello sposo. Eccetera. Cioè, non fa per me, davvero, guardo mio fratello come una su una scialuppa guarderebbe il tizio che affoga, adesso poi che mi sono abituata alla mia beata singletudine. A ben pensarci forse li facevo fuori tutti per non rischiare.
3. Insomma, ho cose più serie a cui pensare - tipo preservare la mia integrità fisica nel momento in cui, dopo che già faccio gli impacchi quotidiani di ghiaccio al ginocchio e sono riuscita a farmi tagliare la strada da non uno, ma due imbecilli di seguito ho preso una botta così forte al gomito, ma così forte, che ce l'ho tutto ustionato e nei primi due secondi (quelli che in un silenzio assordante precedono l'esplosione di dolore) ho pensato: madonna ma cos'è che ha appena fatto questo rumore spaventoso? Io ç_ç io.
4. Quindi. Sarà lo stress da matrimonio altrui, sarà postman che avendo messo su casa vorrebbe qualcuno con cui condividerla, saranno i discorsi con Fra che sono sempre deleteri per il rapporto con la realtà - perché non sono, davvero non sono il tipo che fa di questi sogni: davvero, nemmeno a quindici anni con Mark Owen, pace all'anima sua. Purtuttavia stanotte ho sposato Lambiel.
E di tutti i sogni matrimoniali che ho fatto in 35 anni di vita (conto anche quelli precedenti da gatto, per dare un quadro completo della situazione) questo è il primo che non sia stato un incubo, in cui non tentavo di scappare, non mi rifiutavo, non mi sentivo angosciosamente incastrata. Non solo: ero proprio paciosa e contenta come se fosse la cosa migliore che potesse capitarmi, o meglio tutto andava come doveva andare, compreso il fatto che mi prendessi in ritardo e perciò mi truccassi alla bell'e meglio, senza tanti pensieri se non un bel "poh!" di circostanza. La parte migliore è comunque stata quella in cui lui mi ha dato questo suo regalo che, non avevo dubbi (ricordo perfettamente la scena) era il regalo più bello che avessi mai ricevuto e che potessi ricevere nella mia intera esistenza... e naturalmente è l'unica parte del sogno che ho cancellato al risveglio.
Comunque ci sposavamo a Trento, perciò.. MUAHAHAHAH, trema 23 aprile, trema!
5. Cioè, va bene. La mia mente vacilla chiaramente e non posso negarlo dopo il punto di cui sopra. Sono io quella strana che non si sposa ma lo farebbe solo per obbligare Angelo a suonare il violoncello in chiesa e che parla di buccia d'arancia con un commercialista (ma è l'epico commercialista!).
E tuttavia: lo sai che mi sei simpatico e sei una delle persone più intelligenti che io conosca, ma seriamente due ore e mezza di discussione in cui passo per la prevenuta se penso male perché mi inviti ad un aperitivo di mezzanotte "io porto i calici, tu il vino" quando da un anno a questa parte passi con cadenza settimanale dall'invitarmi a vedere il tuo letto nuovo a rifiutare gli inviti a bere qualcosa perché "se no ci provo", e adesso che frequenti qualcuno mi dici che hai solo voglia di parlare e passare del tempo con me? Cioè, davvero?
lunedì 4 aprile 2011
Per andare sul sicuro, inoltre, sono rimasta così fedele al copione che da Mark Owen a Lambiel a un certo punto della storia li ho fatti fuori un po' tutti (no, Lambiel è l'allievo, perciò non muore), libera finalmente di vivere da sola quel grande amore incomparabile.
giovedì 31 marzo 2011
Figure, fidanzati non richiesti, cari amici che ti abbandonano al tuo destino in sauna e soprattutto liste!
0 commenti Pubblicato da sand alle 17:02mercoledì 9 marzo 2011
mercoledì 23 febbraio 2011
21.02.2011
From: Psicologo Pazzo
To: N
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To: Fra
Oddio Ray... il mio sogno.
21.02.2011, h 7.25
From: Fra
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Che sogno?
21.02.2011, h 7.59
From: N
To: Fra
A parte un inizio in cui non andavo al lavoro per via di un gatto o un cane attaccato alla mano, ero a piedi in una città sconosciuta e questo tizio che ridipingeva una ringhiera mi rovesciava addosso la vernice. Mi son fermata a discutere e da lì la follia, cani e porci nel sogno, Natalie passava di lì e si è messa a fare la simpaticona come fosse amica mia. Ti dico solo che alla fine del sogno io ero per terra con le sue mutande in mano mentre rideva, e chiedevo ad una mia amica (cani e porci!) di farci una foto perché volevo regalartela.
21.02.2011, h 9.01
From: Fra
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Uhm.. pensavo di essere assurdo io che stanotte Alberto di Monaco era a cena a casa mia, da solo. Mangiava uova sode e radicchio. Quando l'ho visto seduto a tavola gli ho chiesto se era vero che i suoi sudditi ricevono 100kg di cioccolata gratis l'anno. Lui ha risposto affermativamente, perché la cioccolata fa diventare più intelligenti.
...siamo messi bene, eh?
21.02.2011, h 9.04
From: N
To: Fra
Meravigliosi! Will e Grace ci fanno un baffo! Ma ha un fondo di verità la storia del cioccolato? Perché potevamo almeno scambiarci i sogni a questo punto.
21.02.2011, h 13.40
From: Fra
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Se fosse vero avrei già vinto 2 nobel.
21.02.2011, h 13.42
From: Fra
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...scusa un attimo, ma la storia delle mutande in mano?
Mi rendo conto di non essere facile da gestire, non lo sono stata in questi anni e soprattutto in questi mesi; so di essere stata irsuta (come dice Marm mi tiro pacco perfino da sola). Però ieri leggevo che il perdono è donna, ed è vero, è donna quanto lo è ammalarsi per preparare maschere di carnevale di notte, con la colla che rimane appiccicata sulle dita.
Credo che i sentimenti degli uomini siano troppo autoreferenziali perché sappiano davvero dove sbattere la testa: è la storia delle valigie pronte, ci ho scritto un post una volta. Da dove vengono i loro rancori, i ritorni quando è troppo tardi, le tempistiche tremende, se non da questa autoreferenzialità distruttiva?
Mi hai chiesto se sono mai stata innamorata, che è una domanda strana dopo aver assistito al viavai di persone al mio fianco, ma ti ho risposto di sì.
Una volta, di sicuro.
Da cosa lo capisci? Dalle cose piccole, lasciargli i pistacchi migliori, guardarlo dormire la notte? O lo capisci quando la vita ti impone di scegliere il bene per te o il bene per lui e alla fine scegli il suo anche se sai cosa comporterà?
Ecco, io non credo che gli uomini ci riescano, non con la stessa profondità d'animo di una donna, e sarà perché tutte, anche quelle che non vogliono o che non diventeranno madri, hanno un utero che è un modo diverso di concepire l'esistenza, non lo so, ma va bene così. Loro fanno altro e a conti fatti, per quel che mi riguarda, nonostante la sofferenza credo che anche questa rottura abbia portato più bene a me che a lui.
Domenica era una giornata pesante, il compleanno di Stefano ed il compleanno di Marta e nessuno di loro poteva brindare con me. Due non-compleanni senza Cappellaio Matto, 24 e 29 anni affogati in un bicchiere di millesimato mentre ti aspettavo ed il locale suonava, per un po', Johnny Cash.
Era una giornata pesante, però quando ci siamo salutati e sono andata a dormire ho sognato di qualcuno che mi rovesciava addosso ciotole di colore verde e giallo.
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martedì 1 febbraio 2011
Chissà perché poi si ricordano i dettagli. Io, delle persone che perdo, ricordo soprattutto il modo di ridere. Ricordo come Marta mi ha stretto il braccio, e la prima volta in cui il Tomtom mi ha chiamata per nome. Ricordo come una volta mi sono ripresa il mio uomo che scivolava via, e non lo rifarei.
Dei funerali, dei primi ed ultimi appuntamenti, ricordo i vestiti che portavo e che poi non riesco più a mettere. Abbracci che non volevo, frasi invadenti, e forse è per questo che da allora, quando capita agli altri, faccio un passo indietro. Li ficco nel cassetto in cui sono finiti i ricordi difficili da guardare in faccia, impossibili da buttare. Domenica ci ho buttato le foto, l'intimo che non metterò più ed il tuo regalo, mi dispiace, non l'ho aperto. Sei partito, hai fatto bene. Sono più tranquilla adesso.
Lunedì è partito Stefano, in modo diverso da te. Anche lui, un mese fa, aveva riso, bonariamente, ad una mia gaffe - ma era già stanco. Adesso è andato. Non l'avevo salutato, per non definire a voce alta cosa sarebbe venuto dopo.
E così è finita. In due giorni consecutivi si sono chiusi due catenacci. Viviamoli, noi che possiamo, uno alla volta.
mercoledì 5 gennaio 2011
domenica 5 dicembre 2010
giovedì 2 dicembre 2010
lunedì 29 novembre 2010
(nata in collaborazione con il giovin C, la Salvietta e men's health. e tutti i miei ex o presunti tali)
mercoledì 24 novembre 2010
Perciò ieri è andata che ho fatto le corse tutta la mattina, e ciò e bene, perché impedisce di fare pensieri lunghi. Nel tardo pomeriggio, poi, ho corso davvero, solo corso, per tutto il tempo, una, due ore? chi lo sa, chiedetelo al mio menisco. E poi mi sono seduta sulla pedana vibrante, ho chiuso gli occhi, raddrizzato la schiena, ignorato il mondo e alzato il volume di Paranoid Android per dieci minuti. Nei successivi dieci sauna, da sola, con un libro bello e le frasi che mi venivano in mente, e in mancanza di penne dovevo ripetermele per tutto il tempo, come una specie di mantra.
Alla fine, dopo una doccia calda e nonostante una tazza di tè verde bollente alle dieci di sera, avendo dimenticato la vestagliona in pile avevo freddo, lì sul divano comodo, e ingenuamente ho pensato: senti che bene si sta sotto questa coperta.
Ok, sentite, no. Non potevo immaginare che mi sarebbe costato mezza finale di X Factor.
Nathalie, perdonami. Meno male che c'è youtube.
lunedì 22 novembre 2010
E così, piove. Un'altra buona scusa per raggomitolarsi contro i gatti, contro i libri, contro i ricordi e una figura materna miope, miope quando ti dice, tirandolo fuori da chissà dove, di vederti più rilassata rispetto a quando stavi con lui. Ancora non ha capito che rilassata non è, non sarà mai, il mio stato naturale, non ha nulla a che fare con me. Ciò che a lei sembra rilassata vuol dire depressa, o ignava, o menefreghista, o così isterica che se non rimuovo la realtà facendomi piccola in un bozzolo di autismo congelato, finirò a spiaccicare la testa contro il muro. Non sono mai rilassata. Nel bene o nel male, non sono mai indifferente.Piove, ed è una buona scusa per rimanere a casa, non vedere quell'amico che ride perché gli correggi la grammatica, per scappare da chi ti fa regali o ti chiama troppo, e da quelli apparentemente troppo felici. Che sia serenità svegliarsi di notte ed uscire a bagnarsi la faccia nella pioggia per l'angoscia che quegli incubi ritornino, quelli che ricordi ancora così bene che, se ti svegli di notte, il pensiero non ti lascia più dormire?
Non ho mai avuto problemi di destra e sinistra. Mai stata uno di quei bambini, o adulti, che per non confonderle devono alzare una mano e non ricordano da che parte si trovi il cuore. Ho sempre saputo dove si trovasse e poi, un bel giorno, me ne sono dimenticata. Me ne sono fisicamente dimenticata e, non per metafora, non avrei più saputo dire dove si trovasse. Di qua, di là? Non so da dove sia derivato quest'inceppamento improvviso durato alcuni mesi, un anno ma poi, ad un certo punto, mi è piombato addosso qualcosa di così forte che sì, senza dubbio mi sono ricordata dove fosse, lo sentivo dentro come un tamburo senza più spazio per l'incertezza. E così uno se ne tira fuori come può, ed è trascorso un altro week end di festa e anche stavolta si è riso con Marm, tanto, o a conoscere Germano, o a sentire i discorsi di Braghy e finendo a ritrovarsi con due mojito in mano e Daniel che ti lecca una guancia per una serie di foto improbabili.
E poi, di nuovo, il lunedì mattina arrivi in ritardo perché appena alzata ti sei guardata in faccia e cosa potevi fare se non scoppiare a piangere? Sarò rilassata, se per la strada canto a squarciagola una canzone (che a volte capita che una ti prenda più delle altre, mi ricordo la prima volta che ho sentito Black e l'ho ascoltata per una giornata intera camminando in mezzo alla nebbia, e quest'altra è una canzone vecchia ma non importa, è qui, le cose vecchie a volte tornano come un boomerang e adesso sono tutte qui, e mi fissano, e mi basta sentire y dejemos que lo cierto sea lo que imaginamos per crollare, o la voce di Stratos). Mi basta una notizia, che è una gran bella notizia ma mi ha strappato il cuore di dosso e l'ha lanciato nell'acqua e sarebbe stato davvero bello invecchiare insieme, nella stessa direzione come direbbe Capovilla, adesso che c'è questa notizia bellissima e invece son qui che mi arrabatto, e riempirsi di persone non serve, le persone non arrivano mai gratis, prima o poi ti chiedono conto di qualcosa e, a dirla tutta, la maggior parte di loro non fa altro che gettarti più forte nel pensiero che, in quel momento, in fondo vorresti essere altrove.
Era una notizia bellissima ed io sembro rilassata ma sto qui a scorticarmi le mani da sola mentre penso che forse sono io, sono io che non sono adatta a stare con nessuno se ho dovuto dire basta alla persona che amavo con tutto il cuore e forse sono semplicemente così, danneggiata.








