lunedì 15 febbraio 2010
Memento: mai decidere di trascorrerlo con 4 baldi giovani che reputavi tuoi amici.
N: Ehi ma lo sai che l'altro giorno mi hanno dato 21 anni?
Fra: Ah sì? Nonostante le rughette?
N: . . .
N: Ehi ma lo sai che l'altro giorno mi hanno dato 21 anni?
Fra: Ah sì? Nonostante le rughette?
N: . . .
martedì 9 febbraio 2010
A volte compari in sogni più vividi degli altri. Che siano passati 4 anni non cambia molto; che sia quasi il tuo compleanno, forse non conta.
Eppure, anche quando sono situazioni brutte, mi risveglio pensando che preferivo comunque quel tuo calore ritrovato, anche a costo delle conseguenze che nel sogno comportava. E' stato così anche stavolta.
Questa notte sei arrivata in un sogno lucido e più vero di quello che avrei potuto sopportare a mente sveglia.
Prima tutti quei fatti strani, e poi tu che guidi e che continui a portarci fuori strada come il tuo ricordo ed il pensiero di ciò che è successo ha continuato, per tutto questo tempo, a portare fuori strada me.
Fino al momento in cui su quel ponte ci stavi per schiantare entrambe, ed io mi ribellavo gridando "Non di nuovo!" e tu ci sei rimasta male, scusa, lo so che ci sei rimasta male per averti ricordato che sei morta.
Poco più avanti, senza guardarmi in faccia, mi hai spiegato le cose che avevi da fare, e con misura hai aggiunto che non potevo farle con te.
Sono scesa dalla macchina, ed ero di nuovo sola.
Eppure, anche quando sono situazioni brutte, mi risveglio pensando che preferivo comunque quel tuo calore ritrovato, anche a costo delle conseguenze che nel sogno comportava. E' stato così anche stavolta.
Questa notte sei arrivata in un sogno lucido e più vero di quello che avrei potuto sopportare a mente sveglia.
Prima tutti quei fatti strani, e poi tu che guidi e che continui a portarci fuori strada come il tuo ricordo ed il pensiero di ciò che è successo ha continuato, per tutto questo tempo, a portare fuori strada me.
Fino al momento in cui su quel ponte ci stavi per schiantare entrambe, ed io mi ribellavo gridando "Non di nuovo!" e tu ci sei rimasta male, scusa, lo so che ci sei rimasta male per averti ricordato che sei morta.
Poco più avanti, senza guardarmi in faccia, mi hai spiegato le cose che avevi da fare, e con misura hai aggiunto che non potevo farle con te.
Sono scesa dalla macchina, ed ero di nuovo sola.
lunedì 8 febbraio 2010
Scena: scambio di sms tra N. e la Salvietta poco prima di incontrarsi, sabato sera.
N: Non ho voglia di vestirmi...
S: Esci nuda!
N: Ci sto!
S: Fatta.
N: Stasera si beve gratis.
N: Non ho voglia di vestirmi...
S: Esci nuda!
N: Ci sto!
S: Fatta.
N: Stasera si beve gratis.
venerdì 5 febbraio 2010
Scena: è lunedì pomeriggio, ieri hanno trasmesso la prima puntata della fiction su Sant'Agostino. Due ladies adeguatamente profumate, imbellettate, imparruccate, di quelle che ti aspetteresti dicessero "pinzillacchere!" se sapessero cosa significa, entrano in libreria.
Dopo aver acculturatamente lasciato tintinnare i gioielli sopra prezioni volumi artistici, commentando "quella certa mostra", sapessi, deliziosa!, si spostano acculturatamente verso il proprietario.
- Mi scusi.
- Sì?
- Vorrei Le Confessioni di Sant'Agostino.
- Certo, signora.
- Però non ricordo l'autore.
Dopo aver acculturatamente lasciato tintinnare i gioielli sopra prezioni volumi artistici, commentando "quella certa mostra", sapessi, deliziosa!, si spostano acculturatamente verso il proprietario.
- Mi scusi.
- Sì?
- Vorrei Le Confessioni di Sant'Agostino.
- Certo, signora.
- Però non ricordo l'autore.
giovedì 4 febbraio 2010
E il Tomtom, dopo 6 mesi, tornò a casa e disse: sono stanco, guardiamo Zelig stasera?
0 commenti Pubblicato da sand alle 09:59C'è qualcosa di molto catartico nella mia esistenza.
Un dono, una funesta capacità di risvegliare gli spiriti ancestrali con pretese contronatura come, in un momento di demoralizzazione, chiedere al Tomtom di usare "carta bollata" quando è a casa, per dimostrare i suoi sentimenti in modo leggermente più eclatante.
Ok, lo ammetto, me la sarò cercata. E' come nei film dell'orrore quando vanno ad aprire la porta in fondo; come chiedere a un tronista di coniugare il passato remoto del verbo cuocere: non puoi non aspettarti conseguenze.
Però, ecco, c'è qualcosa di demoniaco in questo mio karma se l'esito è stato che nel giro di 3 giorni ho ricevuto, da 3 persone diverse (di cui solo la prima era il Tomtom):
- 1 (specie di) proposta di convivenza
- 1 offerta di passionale e animalesco tunz tunz
- 1 dichiarazione d'amore plateale, proprio nel senso che è arrivata dal palco dell'Alcatraz di Milano durante uno spettacolo di Checco Zalone
(mancava solo che Stalky fosse presente per offrirgli una birra e la Salvietta avrebbe riso di me per il prossimo decennio)
(alla fine Zalone, tramite il mio ormai pubblico spasimante, mi ha mandata a salutare.
...Lo mando tanto anch'io!)
Poi si chiedono perché aumenta l'asma.
Un dono, una funesta capacità di risvegliare gli spiriti ancestrali con pretese contronatura come, in un momento di demoralizzazione, chiedere al Tomtom di usare "carta bollata" quando è a casa, per dimostrare i suoi sentimenti in modo leggermente più eclatante.
Ok, lo ammetto, me la sarò cercata. E' come nei film dell'orrore quando vanno ad aprire la porta in fondo; come chiedere a un tronista di coniugare il passato remoto del verbo cuocere: non puoi non aspettarti conseguenze.
Però, ecco, c'è qualcosa di demoniaco in questo mio karma se l'esito è stato che nel giro di 3 giorni ho ricevuto, da 3 persone diverse (di cui solo la prima era il Tomtom):
- 1 (specie di) proposta di convivenza
- 1 offerta di passionale e animalesco tunz tunz
- 1 dichiarazione d'amore plateale, proprio nel senso che è arrivata dal palco dell'Alcatraz di Milano durante uno spettacolo di Checco Zalone
(mancava solo che Stalky fosse presente per offrirgli una birra e la Salvietta avrebbe riso di me per il prossimo decennio)
(alla fine Zalone, tramite il mio ormai pubblico spasimante, mi ha mandata a salutare.
...Lo mando tanto anch'io!)
Poi si chiedono perché aumenta l'asma.
martedì 2 febbraio 2010
Quando lo scuolabus mi ha tagliato la strada, all'inizio mi sono innervosita. Presa dalla frenesia "dell'arrivare" che ogni tanto ci coglie, avevo sterzato sbuffando. Solo che poi, quando lui ha accostato per lasciarsi superare, mi sono accorta che in realtà non lo volevo.
Quello che volevo, dopo tre notti in bianco, era restare lì a godermi quei sorrisi sdentati e l'allegria impudica dal loro vetro sporco di mani e di burro.
Volevo tornare con quei puffi a quando la notte non era un accanirsi di pensieri trafelati, ma "sogni d'oro, d'argento e di cristallo" e guai a sbagliare la formula, a invertire le parole! Volevo tornare per un minuto ai gettoni, ai nastri colorati da soffiare a Carnevale, e a quel calcio al pallone che ti riempie gli occhi di sabbia.
Poi mi ha chiamata Simone, e dopo una settimana di grovigli e terremoti, ascoltarlo descrivere R. mentre "era lì, piccola e rossa per quei due bicchieri di vino, che mi scappava per intrufolarsi a parlare con tutti, accogliere tutti, far stare bene tutti" è stato come un'impronta di burro.
Etichette: amici, grovigli, mcm, piccole cose, ricordi
Vengo da una razza nota per la forza della fantasia e l'ardore della passione.
Mi hanno chiamato folle, ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente a spese dell'intelletto in generale.
Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a coloro che sognano solo di notte.
Edgar Allan Poe
Mi hanno chiamato folle, ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente a spese dell'intelletto in generale.
Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a coloro che sognano solo di notte.
Edgar Allan Poe
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