amo le rughe, la rabbia, le ninnenanne, la carta, appiccicare cose alle pareti, avere le dita sporche d'inchiostro, il pane, l'acqua, camminare scalza, i lucernari, le vecchie corde della mia chitarra, le biblioteche, leggere tra le righe, i treni,le altalene, perdermi, i bastoni della pioggia, le bacchette magiche, i pistacchi, i pacchetti, i regali, il mojito, fare l'amore, la polvere innamorata negli occhi.

martedì 16 novembre 2010

Giunge, dopo mesi di "per favore non chiedetemi nulla", la redde rationem al n.15. Con la consueta, straordinaria sensibilità che vi dimora. Poi uno si chiede come ho fatto a sopravvivere pur essendo interista.

Figura materna: Quindi non vi vedete più.
N: No.
Figura paterna: Lui ha il suo modo di vedere le cose e tu il tuo?
N: Già.
Fm+Fp: ... [silenzio apparentemente costernato]
N: ...
Fm+Fp: Beh... [solo apparentemente]
N: ...
Fp: Così te ne trovi uno più vicino.
Fm: Mi chiedevo quando si sarebbe accorto che sei un danno.
N: . . . . .

lunedì 15 novembre 2010

Si sopravvive


E così, anche quando fai dei piani così alti che finisci per inciamparci, soprattutto quando fai dei piani così alti che finisci per inciamparci (e la vita te li sbeffeggia), si sopravvive. Anche quando hai voglia di piangere, o salire sui tetti, si sopravvive.
Anche quando le persone ti fanno sorprese e tu non puoi certo dire che non ti piacciano, ma neanche di avere voglia, adesso, di riceverne. Anche quando ti dicono -melodrammatiche le tue persone- dai esci, dai non scappare, dai sorridi altrimenti il mondo ne risente. Si sopravvive.
Anche quando Il Tomtom ti chiama e dice Riparto oggi, fra un mese ci vediamo per un brulè natalizio? Magari ti sembra di non poterlo fare, ma si sopravvive.

Si sopravvive sempre. Ho visto questo telefilm, che televisivamente non è niente di che ma in quanto donna ti colpisce, non può non farlo e quando ti ricordi che esistono anche queste cose, beh allora come puoi non sopravvivere?
Fai cose. Vai a trovare amici. Regali. Prendi le scale. Prepari la Cena della Zuppa per il Gas che per un mese mangia solo liquidi. Condividi faticosamente VD con Marm. Ti preoccupi. Corri. Ridi molto, anche a sproposito. Ti fermi ad aiutare un signore in bicicletta.
Metti un vestito tagliato sotto il seno, e la gente ti sorride come se fossi incinta, e così felice.

Momenti di gloria

Scena 1: N e le calde lacrime
B: devo restituire un libro in biblioteca.
N: che libro era?
B: boh, non mi ricordo.
N: ah, ti è piaciuto insomma.
B: era per scuola. noioso.
N: ma di cosa parlava?
B: mah, di un barone.. rampante..

Scena 2: N e il Gas
G: e con n.8 come va?
N: sto cercando di capire cosa si aspetta.
G: perché?
N: non voglio suscitare aspettative in nessuno.
G: povera ragazza scottata!
N: ci faranno su un film per l'originalità.

Scena 3: N e il tatto
V: ..e poi c'è anche l'altro film che ho visto, non so se lo conosci.
N: sì che lo conosco! ma senti, visto che hai questa passione per i film trash..
V: . . .

Scena 4: N e la fama
[Cena d'addio a un ped, gremita di infermiere. Vi riceve una bambola gonfiabile, e ingenuamente si volta (in mezzo al nugolo di infermiere) verso di me]
V: Novè, stasera ti tocca sederti dietro.
N: "fail. fail. fail. errore. countdown per l'autodistruzione iniziato: frase sbagliata. nugolo di infermiere. entro quanti giorni per tutti i Dipartimenti Materno-infantili dell'alta padovana io sarò diventata la fidanzata ufficiale di Vi?"
[Due giorni dopo, a un pranzo aziendale]
E: N, ma senti, le infermiere mi hanno detto che stai insieme a Vi!
N: . . .

sabato 13 novembre 2010

Cmq volevo dire

..che i Kymera non hanno inventato niente .__.

martedì 9 novembre 2010

c.a.:
Quello che
continua a chiedere notizie. Quello che tiene gli occhi bassi quando mi vede. Quello sposato che ci prova, poi si pente, poi vuole chiarire ma comunque non si pente, poi specifica ecco perché non vengo alle cene capisci, io capisco, poi però se non mando un sms piangente perché per un giorno non ci siamo visti casca il mondo ed io sono una bestia. Quello che (toh!) ora ti confesso che mi hai sempre incuriosito. Quello che te lo prendo io, te lo pago io, te lo porto io, allora sei libera? Quello carino perché ha bisogno, stronzo quando non ha bisogno, che torna quando ha di nuovo bisogno e se non mi trova rimane stupefatto: ma come, non te ne frega niente? - No. Quello che se non ci sei tu non vado neanch'io. Quello che non ti dico niente perché è meglio, altrimenti sparisci e per me finisce male. Quello che ha gli scleri e mi ci tira in mezzo. Quello che è una gioia aver ritrovato finché un amico mi contatta per chiedermi allora, a che punto siamo, perché lui ci tiene - no ma fai finta che non te l'abbia detto. Quello che le sorprese. Quello che le richieste di spiegazioni. Quello che voleva ma io non capivo che. Quello che regala passeggiate tra le foglie. Quello che mi manda i colori dell'autunno. Quello che, in barba alle ipocrisie, quando vieni a casa mia che ho messo il letto. Quello che esci stasera, che porto il mio amico bello. Quello che dopo tutti questi anni dovresti darmi il tuo numero.


Volevo dirvi. Non è che nel giro di due settimane sia diventata un supermercato h24.

Dov'è l'Uomo Ragno quando ne hai bisogno?

lunedì 8 novembre 2010

E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada

Strofinando la schiena contro i vetri;

Ci sarà tempo, ci sarà tempo

Per prepararti una faccia per incontrare le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani

Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un tè col pane abbrustolito.
T.S. Eliot



Non sono una da foto in posa. Mi piacciono gli attimi, i regali, le sorprese. Lasciarsi sorprendere significa lasciarsi innamorare dalle cose e dalle persone che incontri, sempre, negli angoli. Sì, forse è vero che riesco a gestire le novità e gli sconvolgimenti meglio di altri; che grazie a questo mio modo di essere riesco sempre a ripartire. Però ha un prezzo.
Ha un prezzo innanzitutto quando pensi di non essere una coppia perfetta ma di essere una coppia che lotta, e la cosa più dura non è scoprire che non ha funzionato, ma che non siete riusciti a lottare per scoprire se l'avrebbe fatto. Ha un prezzo quando diventi una persona migliore per nulla.


Ha un prezzo enorme quando hai bisogno di gusci tranquilli e fumo di castagne arrostite e gatti che si rannicchiano,
e ricevi regali e passeggiate tra le foglie secche, con quel tuo modo di vivere le cose come un cieco, toccandole, assaggiandole, camminandoci in mezzo, che speravi di lasciare da parte perché vivere così, quando vuole, ferisce più a fondo.

Mi sono lasciata stupire di nuovo, e certo che me la sono andata a cercare ma chi poteva sapere che entrambe le loro reazioni mi avrebbero meravigliata, scossa, trascinata a forza nel mio mondo cieco di odori e sensazioni forti? Certo è bello, ma è straziante. Come se vedessi qualcosa che vorresti afferrare ma sai che è meglio di no. Come se avessi bisogno di afferrare due cose con una sola mano libera, e forse nemmeno quella, così finirai per perderle entrambe, il mondo che avevi (che amavi) e la possibilità di un mondo nuovo.


E' straziante perché, in fondo, lasciarsi sorprendere significa che non riesci ad appartenere a nessuno. Non riuscirai mai, in nessun momento, a non sentirti ovunque un po' dentro ed un po' fuori. Non ci sei mai riuscita.

giovedì 4 novembre 2010

Dice Rob Breszny: Sagittario - Penso che tu sia in grado di sopportare la confusione più di quanto credi. Ho anche il sospetto che tu possa assorbire più novità, e più rapidamente, dei nati sotto qualsiasi altro segno. Perciò dovresti interpretare quello che sta succedendo nella tua vita come “un’avventura interessante” piuttosto che come “un caos disorientante”. L’intero universo ti aiuterà a godere di quello che i nonSagittari potrebbero considerare stressante.

Quindi. Se sono sopravvissuta alle inondazioni (dalla Salvietta ad andare in brodo di giuggiole per Alessandro Borghese mentre di fianco a noi i fiumi esondavano), ad un travestimento anni '80 (notoriamente molto più spaventosi di qualunque zombie), a una rissa con mazza da baseball, a 4 cavallette, a un torneo di scopone scientifico (vinto senza mai ricordarmi di guardare il mio compagno), al tizio che mi chiedeva se fossi fidanzata (nel senso che per la prima volta ho dovuto rispondere esplicitamente di no), agli psicofarmaci del mariachi, alla bimba che ho preso in 5 elementare ed ora fa la 1 superiore, è alta 10 cm più di me e suona la chitarra elettrica, alla scomparsa dalla cucina del l'e.r. dei baby plasmon, al mettere sovrappensiero entrambi i pesi dallo stesso lato del bilanciere incastrandomi ignominiosamente e dovendo chiedere aiuto a un passante, alle proposte di braghy, alle proposte del giovin C, alle proposte di Lorenz (che si ammala ogni volta che mi sente), alle ped che arrivano al corso con un'ora e mezza di ritardo abbandonandomi con venti riottosi partecipanti e costringendomi a iniziarlo da sola, alle vittorie del trole alle 5.53 del mattino e soprattutto al Tomtom che, appena smetto di farmi sentire, mi manda un sms...

...cosa vuoi che sia corrompere un ped perché venga con me al pranzo sociale dell'Associazione Diabetici!!!

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