mercoledì 24 febbraio 2010

Penso alle castagne, che è una parola che sfrigola e sfriccica e accartoccia; è una parola che si affumica invadendo la strada. Penso al gatto che ho salutato stamattina e a quel suo sguardo da Come. Puoi. Lasciarmi qui.
Si prendono sempre troppo sul serio, le persone che non hanno gatti.
L'inghippo funziona: lei sale in macchina con il sole, ed io spalanco il finestrino per fare spazio ai discorsi, che dopo tutto questo tempo l'Uvetta da sola non basta più a contenerli tutti.
Non ho neanche un regalo di compleanno, a parte venirti a prendere e portarti in centro e poi riaccompagnarti a casa e tornare verso il centro come le trottole di dieci anni fa, in cui ci si accompagnava all'infinito avanti e indietro, e quanti giri, e quante me ne hanno rubate di quelle biciclette rosse!
Allora oggi niente vino: si boccheggia su una cioccolata calda, si stipano borse e cappotti sopra una sedia di vimini. L'angolo è angusto ma rassomiglia a quel treno bordeaux che andava sempre troppo lento, e ha i cuscini rossi.
Hai sentito di questo, dell'altro, i commenti incalzano e una volta ci avrebbero trascinate come Savonarola indemoniati mentre adesso si va un po' in pastoia, siamo invecchiate anche noi da quel '94 in cui Jack Frusciante usciva dal gruppo, da quegli anni di vento in faccia che - dio se faceva lacrimare, come i cigarillos accesi dalla parte sbagliata!
Si prendono sempre troppo sul serio, le persone che non hanno gatti.
L'inghippo funziona: lei sale in macchina con il sole, ed io spalanco il finestrino per fare spazio ai discorsi, che dopo tutto questo tempo l'Uvetta da sola non basta più a contenerli tutti.
Non ho neanche un regalo di compleanno, a parte venirti a prendere e portarti in centro e poi riaccompagnarti a casa e tornare verso il centro come le trottole di dieci anni fa, in cui ci si accompagnava all'infinito avanti e indietro, e quanti giri, e quante me ne hanno rubate di quelle biciclette rosse!
Allora oggi niente vino: si boccheggia su una cioccolata calda, si stipano borse e cappotti sopra una sedia di vimini. L'angolo è angusto ma rassomiglia a quel treno bordeaux che andava sempre troppo lento, e ha i cuscini rossi.
Hai sentito di questo, dell'altro, i commenti incalzano e una volta ci avrebbero trascinate come Savonarola indemoniati mentre adesso si va un po' in pastoia, siamo invecchiate anche noi da quel '94 in cui Jack Frusciante usciva dal gruppo, da quegli anni di vento in faccia che - dio se faceva lacrimare, come i cigarillos accesi dalla parte sbagliata!
Etichette: amicizia, piccole cose, ricordi
0 Comments:
Subscribe to:
Commenti sul post (Atom)