amo le rughe, la rabbia, le ninnenanne, la carta, appiccicare cose alle pareti, avere le dita sporche d'inchiostro, il pane, l'acqua, camminare scalza, i lucernari, le vecchie corde della mia chitarra, le biblioteche, leggere tra le righe, i treni,le altalene, perdermi, i bastoni della pioggia, le bacchette magiche, i pistacchi, i pacchetti, i regali, il mojito, fare l'amore, la polvere innamorata negli occhi.

giovedì 28 aprile 2011

Mercoledì


Chi non segue il pattinaggio, chi non ha mai visto la fatica che c'è dietro, gli sforzi sovrumani, il dolore costante, i sacrifici per arrivare pronto e splendente nonostante quello che è successo un mese fa, nonostante tutto, tutto quanto, chi non conosce le probabilità che una cosa del genere ti succeda davvero proprio durante la finale mondiale per cui hai lavorato per tutto questo tempo, proprio nel momento in cui devi dare il meglio di te per battere quel rivale e difendere il tuo titolo, proprio prima del tuo miglior quad, in quel programma che ti è costato lacrime e sangue per farlo diventare, lì, qualcosa che ha a che fare con l'arte e la pura bellezza,
probabilmente sghignazzerà all'idea che io, in quel preciso istante, non abbia potuto fare altro che piangere in silenzio per la desolazione.

Gabbietta

*_* 11 pregi di novella *_*

1 - Con lei si può parlare di tutto, dalle frivolezze più demenziali ai discorsi più seri, passando per argomenti che di solito sono intoccabili con molte altre ragazze.
2 - E' facile mettersi d'accordo con lei, non solleva mai questioni assurde per andare in un posto piuttosto che in un altro, per mangiare una cosa anziché un'altra... a volte è sufficiente una panchina, un calice di vino per lei, un bottiglia di birra per me e si può passare una piacevole serata.
3 - E' fantastico quello che si inventa per fare sorprese agli altri. A lei bastano un pezzo di carta e un pastello per rendere la cosa più umile straordinaria. La si vedrebbe bene all'albero azzurro con Dodò, con cui tra l'altro condivide la circonferenza dei bulbi oculari.
4 - Sono sicuro che quando verrà a sapere del discorso sulle circonferenze oculari e Dodò, non si offenderà e non mi odierà a vita. Nonostante tutte le cose, o persone, a cui l'ho paragonata non mi ha ancora sputato in un occhio.
5 - Nonostante gli acciacchi, spesso causati da terzi, sembra avere un'energia inesauribile. E' vero, delle volte sembra avere le batterie scariche, ma una persona comune le avrebbe consumate molto tempo prima.
6 - Nonostante i quasi trent'anni di età, conserva ancora degli aspetti da bimba pucciu pucciu che non possono far altro che conquistare te o la tua simpatia. La passione per le lucine e le caramelle gommose è assolutamente contagiosa. Quella per Lambiel e per i gatti un po' meno.
7 - E' sicuramente una persona di cui ci si può fidare. E qui si necessita di un chiarimento: se te la vedi arrivare al tavolo con un vassoio colmo di bicchieri, che dico colmo, ne basta uno... in ogni caso, in questa situazione è meglio munirsi di un poncho giallo impermeabile, meglio se con il cappuccio. Calici e boccali carambolanti a parte, se c'è il suo zampino, se le si chiede una mano, c'è da stare tranquilli.
8 - A volte la sua logica ha dell'illogico. Ma è un illogico razionale. Una persona comune, sforzandosi un po' e collegando i fili che lascia penzolare nelle varie situazioni, può arrivare a capire il senso dei suoi discorsi. Sì, è un pregio.
9 - Tace molte cose... e non so se questa è solo una mia impressione... in ogni caso, stimola molto la curiosità di chi le sta accanto. Il magico e sconosciuto mondo di Novella sembra essere una delle mete più interessanti verso le quali viaggiare. Ma in fin dei conti è giusto che rimanga un mondo inesplorato.
10 - Difficilmente se dice di aver ragione ha in realtà torto. Quando capita è una gioia per chi glielo fa notare.
11 - Undicesima posizione, ultima posizione. Voglio precisare che in questa sorta di classifica non c'è un ordine di importanza, e in ogni caso è il punto di vista di un singolo, quindi potrebbe lasciare il tempo che trova... Ebbene, se un giorno Novella sparisse, così, puff, di punto in bianco e per magia, tutto sarebbe decisamente meno colorato, lo zucchero nei biscotti e nella caramelle non avrebbe lo stesso sapore, le paperette (sì, paperette, non oche) sarebbero solo paperette, una fredda giornata di pioggia non ricorderebbe il tempo che passa... che dire, è una fortuna che la magia esista solo nei film e nei libri... anche se qualcuno potrebbe non essere d'accordo.

ecco *_* ora fingete tutti di credergli

Martedì

A
E' che io non reggo le manie di persecuzione (nel senso di chi mi perseguita), sopporto poco chi accampa diritti all'improvviso, diffido come un capriolo selvatico dell'invadenza: chi se la prende perché le cose non vanno come voleva, chi fa il passivo-aggressivo e poi finge di nulla.
No, non funziona rimanere in ostile silenzio per farmi sapere qualcosa. Non funziona calcolare quanto tempo passo con te e quanto con gli altri, forzare la mano, infastidirti se non va a modo tuo.
Non ho mai capito perché tendo ad innescare la possessività nelle persone, anche se sospetto che abbia a che fare con l'essere piccolina e bionda. Ma c'è un limite sottile che separa la complicità e l'invadenza, e la gente non ha un cazzo di senso delle misure.

B
Sembra che le liste siano contagiose. Amici fino al giorno prima pacati ed irreprensibili finiscono nell'universo noveLista dopo una serata di contagio endemico, e te li ritrovi il giorno dopo tutti invasati dagli 11 punti. Ma dal momento che, ohibò, mi regalano una lista e poi mi proibiscono di rivelarne la provenienza, ho promesso che mi sarei limitata a metterla in una gabbietta e guardarmela ogni mattina senza indicare nomi ed ebbene, questa è la mia gabbietta.
(cioè, il prossimo post)

Lunedì


Bella giornata. Belle persone. Belle colline di giorno, terrazzi di notte. Begli attimi, di aquiloni che non sanno volare e tarocchi sottovoce, e sarabortolato che dopo essere entrati in confidenza potevamo chiamare semplicemente sarabortolato, e l'insalata di riso da mangiare nei bicchieri perché avevamo portato vino, frisbee, torta alle fragole, bolle e bibanesi ma nessun piatto, e canzoni belle e canzoni tremende e tante, tante domande. Qualche volta, una risposta.

domenica 24 aprile 2011


N: zanzara attack!
Fra: lei che attacca te o tu che attacchi lei?
N: lei ç.ç
era un genitivo sassone sottinteso
Fra: sono abbastanza immune alle zanzare io, fortunatamente
N: non bevi abbastanza birra
Fra: eh?
N: le zanzare preferiscono il sangue di chi beve birra
ecco perché mi attaccano molto -_-'
Fra: appunto o_O
avrai un sangue gustoso
N: prelibato
Fra: mentre io avrò il sangue cattivo. posso stare anche con la finestra aperta e la luce accesa in agosto e non succede nulla..
N: quindi non hai quel dramma notturno che è svegliarti con il suono di una zanzara che ti promette nell'orecchio di succhiarti tutto il sangue possibile
e tu devi decidere se arrenderti o ribellarti, preferendo così la morte per soffocamento alla morte per dissanguamento, perché ti ficcherai sotto il lenzuolo anche con tutta la testa
cosa, di per sé, già scomoda anche in inverno
Fra: ecco, sì...
N: king
Fra: kong?
N: hitchcock
kubrick
hanno avuto tutti un'infanzia con le zanzare nell'orecchio
poi, non parliamo di poe
probabilmente viveva in una palude
Fra: facile sì :D
non sapevo sta connessione zanzara-artistica!
N: "Secondo la nota classificazione climatica di Köppen, il clima di Boston appartiene alla fascia Cfa: quindi al clima temperato delle medie latitudini, con precipitazioni abbondanti in tutte le stagioni, cioè senza mesi poco o per nulla piovosi, ed estate molto calda".
ecco, povero edgar allan
Fra: chissà quante ne schiacciava nella fronte ampia
N: "Anche quest'anno, con il caldo, la zanzara del Nilo è tornata a terrorizzare le notti di New York e di Boston".
ECCO
Fra: ..tu vivi a cittadella
che è un bel posto eh
N: e da grande scriverò racconti horror
Fra: già, da grande..
c'è un po' di poe in te
N: The mosquito dreadful tales
Fra: io lo comprerei
N: con un titolo così, mi chiederei perfino di autografarmelo
Fra: ma fammi capire
il protagonista è un essere umano o la zanzara?
N: un essere umano che diventa zanzara
e nessuno se ne accorge
lui è una zanzara ormai, è evidente
ma siccome mantiene forma umana, NESSUNO SE NE ACCORGE.

lunedì 18 aprile 2011

Ci sono persone a cui non importa quanto vivono ma come vivono. Rispetto molto questo tipo di scelta, anche se sono convinta che in quel caso avere qualcuno a fianco diventi una forma di egoismo.
L'ho vissuta sulla mia pelle, è una sensazione che conosco ed è per questo che ho evitato il più possibile le notizie in questo fine settimana, perché se quando parlo del Tomtom sono tranquilla, questo tipo di informazioni ancora non va bene. Nascere tardi, da genitori più vecchi, ti fa incontrare prima degli altri la consapevolezza della morte, ti ci fa vivere lì di fronte quando non dovresti vederla ma non ti prepara in nessun modo ad affrontarla.
Così, va beh, fra i miei mille blog mi sono concentrata su questo, che è in sostanza una botta di mondo magico. Ricordo che Fra, quando l'ho iniziato, ha fatto due commenti: "Naturalmente, essendo un tuo blog, partiamo con un gatto" e "Certo che Lambiel lo infili ovunque", allora l'ho riguardato ed in effetti è vero che le tag più frequenti sono gatti, luci, libri, giardini e Lambiel. Pretty much un mio riassunto.

domenica 17 aprile 2011

"I vicini portano da mangiare quando muore qualcuno, portano dei fiori quando qualcuno è ammalato e altre piccole cose in altre occasioni. Boo era anche lui un nostro vicino e ci ha regalato: due pupazzi fatti con il sapone, un orologio rotto con la catena, un coltello e le nostre vite.

Una volta Atticus mi aveva detto "Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di metterti nei suoi panni, se non cerchi di vedere le cose dal suo punto di vista"; ebbene io quella notte capii quello che voleva dire. Adesso che il buio non ci faceva più paura avremmo potuto oltrepassare la siepe che ci separava dalla casa dei Radley e guardare la città e le cose dalla loro veranda. Accadde tutto in una notte, la notte più lunga, più terribile e insieme la più bella della mia vita."

Scout Finch - Il buio oltre la siepe

giovedì 14 aprile 2011

Barba della mia vita


Perciò ho incontrato un altro uomo della mia vita ieri in stazione, 40 anni suppergiù, eleganza da artista francese e aria sdrucita di chi non si è rasato da due giorni e mentre scivolava via ho pensato questa cosa, che io ho sempre preferito la barba non rasata e poi va a finire come con il Tomtom che ha provato a lasciarsela crescere e ce l'aveva più aspra di una corteccia al disgelo, o come con l'altro uomo della mia vita di un paio di settimane fa in palestra che appena si è tagliato barba e capelli era diventato così insignificante che non sono riuscita a riconoscerlo. E poi ho pensato anche che è strano, perché nelle donne della mia vita la barba non mi piace per niente.

martedì 12 aprile 2011

Siriusli?

1. Lambiel. A Trento. Lambiel. A Trento! LAMBIEL!



2. Partiamo dal presupposto che non so come si sopravviva ad un matrimonio altrui, figuriamoci uno mio. Novella che si occupa degli inviti, Novella che aiuta con la musica, Novella che va dalla sposa, poi con lei per il vestito a mirano, a este, poi tornano indietro, poi torna a casa, poi va a padova per il vestito dello sposo. Eccetera. Cioè, non fa per me, davvero, guardo mio fratello come una su una scialuppa guarderebbe il tizio che affoga, adesso poi che mi sono abituata alla mia beata singletudine. A ben pensarci forse li facevo fuori tutti per non rischiare.

3. Insomma, ho cose più serie a cui pensare - tipo preservare la mia integrità fisica nel momento in cui, dopo che già faccio gli impacchi quotidiani di ghiaccio al ginocchio e sono riuscita a farmi tagliare la strada da non uno, ma due imbecilli di seguito ho preso una botta così forte al gomito, ma così forte, che ce l'ho tutto ustionato e nei primi due secondi (quelli che in un silenzio assordante precedono l'esplosione di dolore) ho pensato: madonna ma cos'è che ha appena fatto questo rumore spaventoso? Io ç_ç io.

4. Quindi. Sarà lo stress da matrimonio altrui, sarà postman che avendo messo su casa vorrebbe qualcuno con cui condividerla, saranno i discorsi con Fra che sono sempre deleteri per il rapporto con la realtà - perché non sono, davvero non sono il tipo che fa di questi sogni: davvero, nemmeno a quindici anni con Mark Owen, pace all'anima sua. Purtuttavia stanotte ho sposato Lambiel.

E di tutti i sogni matrimoniali che ho fatto in 35 anni di vita (conto anche quelli precedenti da gatto, per dare un quadro completo della situazione) questo è il primo che non sia stato un incubo, in cui non tentavo di scappare, non mi rifiutavo, non mi sentivo angosciosamente incastrata. Non solo: ero proprio paciosa e contenta come se fosse la cosa migliore che potesse capitarmi, o meglio tutto andava come doveva andare, compreso il fatto che mi prendessi in ritardo e perciò mi truccassi alla bell'e meglio, senza tanti pensieri se non un bel "poh!" di circostanza. La parte migliore è comunque stata quella in cui lui mi ha dato questo suo regalo che, non avevo dubbi (ricordo perfettamente la scena) era il regalo più bello che avessi mai ricevuto e che potessi ricevere nella mia intera esistenza... e naturalmente è l'unica parte del sogno che ho cancellato al risveglio.

Comunque ci sposavamo a Trento, perciò.. MUAHAHAHAH, trema 23 aprile, trema!

5. Cioè, va bene. La mia mente vacilla chiaramente e non posso negarlo dopo il punto di cui sopra. Sono io quella strana che non si sposa ma lo farebbe solo per obbligare Angelo a suonare il violoncello in chiesa e che parla di buccia d'arancia con un commercialista (ma è l'epico commercialista!).

E tuttavia: lo sai che mi sei simpatico e sei una delle persone più intelligenti che io conosca, ma seriamente due ore e mezza di discussione in cui passo per la prevenuta se penso male perché mi inviti ad un aperitivo di mezzanotte "io porto i calici, tu il vino" quando da un anno a questa parte passi con cadenza settimanale dall'invitarmi a vedere il tuo letto nuovo a rifiutare gli inviti a bere qualcosa perché "se no ci provo", e adesso che frequenti qualcuno mi dici che hai solo voglia di parlare e passare del tempo con me? Cioè, davvero?

lunedì 4 aprile 2011


Uno (io, per esempio, di tanto in tanto) si può giustamente chiedere da dove venga questa mia allegra tendenza a mandare le cose a rotoli appena sembrano funzionare o quantomento ad incasinarle per bene: la risposta, ora l'ho capito, è Jin Munataka.
Il fatto è che in sostanza il mio irreparabile modello ideale di storia d'amore è Jenny la tennista (Ace wo nerae!), e già questo può dare una chiara immagine dei grossi virus cerebrali che infestano le mie sinapsi. Nello specifico, tutti i miei epici film mentali dall'adolescenza in poi si basano su questo dualismo irrisolvibile tra il maestro e l'allievo con condimento pregnantemente eroico; ho iniziato a tredici anni con il maestro di chitarra vs il ragazzo che suonava con me e anche negli anni successivi, nonostante una dichiarata preferenza per la categoria Jin, non ho mai più saputo decidere in maniera definitiva fra lui e Todo, indulgendo ora verso l'uno, ora verso l'altro.
Per andare sul sicuro, inoltre, sono rimasta così fedele al copione che da Mark Owen a Lambiel a un certo punto della storia li ho fatti fuori un po' tutti (no, Lambiel è l'allievo, perciò non muore), libera finalmente di vivere da sola quel grande amore incomparabile.

Giuro che Freud si divertirebbe un sacco.



L'altro giorno ho visto un cadaverino peloso lungo la strada e fra me e me ho pensato "Speriamo che sia un cane e non un gatto" prima di potermelo impedire.



Punto 1, mi piace lasciarmi periodicamente trascinare dalle persone perché non è, in effetti, mancanza di personalità, ma una specie di sicurezza (di superbia?) che in fondo non mi farò coinvolgere: sono periodi che si trovavano già dentro di me, scalciando per il turno. Ho questa schizofrenia di carattere e di interessi difficile da coltivare con una persona sola, perché di solito le persone si focalizzano: invece a me piace cercare le bettole con il buon vino e andare a teatro, chiacchierare per ore e fotografare una strada, andare ad una mostra e sedermi per terra, senza contare tutto il tempo che ho fisicamente bisogno di trascorrere da sola con le mie risorse mentali.
Ho bisogno di mescolare l'alto con il basso e di avere tanti aspetti, nella mia esistenza, per non sentirmi soffocare perché sono sempre alla ricerca, ho questo continuo bisogno di qualcosa di più alto, di più puro, cerco maestri, verità, bellezza, ascolto musica per tutto il tempo che posso, credo fermamente che Vivaldi guarisca dalla febbre e che se mi fa male il ginocchio quando sto per andare a pattinare sia necessario metterlo alla prova correndo per 260 scalini, so meditare per ore davanti alla risacca, attaccare bottone con un vecchio cisposo all'osteria. Mi piacciono le tute e mi piacciono i tacchi alti, piango ascoltando la Madama Butterfly e mi affeziono ai telefilm che rimettono le cose a posto alla fine della puntata. Ho sempre freddo, leggo per primi i libri migliori perché non credo di avere abbastanza tempo per gli altri (cfr, circa, Thoreau); la sera talvolta non riesco a prendere sonno e a volte crollo sotto una miriade di pensieri felici, metà falsi, metà veri.

Vorrei vivere libera come Courbet, sono convinta che il sole faccia un rumore croccante e che il pane e le bistecche mi sorridano. Avrei voluto far parte dei Cavalieri della Tavola Rotonda per quella lealtà totale e senza macchia, ma ad un certo punto mi sarei stancata di sicuro di non poter ridere di gusto. Diceva Elena che alla fine ci sarebbero stati sulle palle pure i tibetani.

Sempre uguale?


Sometimes I must confess, I do feel a little overdressed
Sometimes it's hard to tell the wishing from the well
Where you threw the penny and where it fell
The Wallflowers - Bleeders


E così ti ritrovi con un caro amico dopo anni, e siccome lui nel frattempo si è trasferito a Beverly Hills, si è scoperto gay ed ha il conto in comune con un simpatico fidanzato mentre tu arrivi di corsa e scarmigliata come al solito e vieni abbordata dal pazzo del momento (convinto che lavori in tv e gli stia mentendo), alla fine arriva la fatidica frase "sei sempre uguale!"
Darmi dell'uguale di solito ha a che fare con "giovane", che è qualcosa che io non sono stata mai, in una vita in balìa dell'incasinata alternanza fra bambina e vecchia senza mai passare per il pit-stop della maturità.

La morte della tua migliore amica a 24 anni, capire che gli uomini forti sono un concetto convenzionale e che forse l'isterismo che hai sempre imputato alle donne viene dal rendersi conto che alla fine della fiera tocca a loro sobbarcarsi due scatole di responsabilità, sono cose che ti invecchiano. Chiudere la storia più importante della tua esistenza ed imparare con una fatica sovrumana (ma la religione non c'entra un benemerito con gli sforzi strabilianti di noi teneri mortali - semmai hanno a che fare con la natura e con le bestie) a perdonare, è una cosa che ti libera e ti invecchia. Avrò pure ingarbugliato la laurea ritardandola, ma quanti ce ne sono di questi illuminati dallo Stato che in una vita non si fanno bastare il tempo per imparare a farlo?
E' che con gli scatafasci delle persone, rispetto a una volta, sono più indulgente. Sarà il riscoprirsi fallibili, sarà che quando incontri il dolore e quello a cui diventi disposta pur di lasciartelo alle spalle finiscono per farti tenerezza le persone con il loro arrancare, tutte, siamo tutti lì ad arrancare come meglio possiamo, tutti zoppi in qualche modo, da qualche lato, e prima ce ne accorgiamo meglio viviamo senza la necessità infantile di prendercela con chi inciampa lì davanti. Questo, a rovescia, mi permette di essere molto meno disposta a lasciarmi trascinare da cose che non mi convincono del tutto rispetto ad un tempo; si cambia ed è inutile voler stare assieme nello stesso modo di cinque, dieci anni fa, senza sapere, senza progetti o giustificazioni come se non potessimo ferire nessuno con la verità. Certo che mi manca quel sentire, quel trotterellare senza un giorno dopo: è che non fa più parte di me.

Non ho più la mia spensieratezza, e un po' mi manca ma è lì che impari la leggerezza.
Goderti ogni singolo momento: Simone che legge una frase da un libro segreto, che corre sotto la pioggia, la tisana piccante di Ramune, le risate di scorta, gli alibi per la Salvietta, uno spritz imprato, la luna gigante che arriva davanti alla mia finestra e mi viene a svegliare. Ascoltare da sola in treno Got my mind set on you mettendomi a ballare e facendomi scoprire dal mio amore dei tredici anni. Prendere sei treni in due giorni, fare pic nic al posto dei pranzi e cercare le pozze di sole come un gatto. Accompagnare L a provare il vestito e sentirmi chiamare la sposa. Ascoltare Uto Ughi tutta la notte. Saltare in braccio agli amici senza preoccuparmi di cadere (la differenza è che prima non sapevo di poter cadere, adesso sì e non mi importa).

Continuare ad amare verande e terrazzi. Rispondere per la quarta volta "bene" all'exex che chiede "come stai" e sentire che è vero perché forse non ora, non subito - ma invece sì, diamine!

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